QAnon e non solo: le folli teorie dietro l’assalto al Campidoglio USA

QAnon è la teoria del complotto secondo cui Trump salverebbe il mondo da satanisti e cannibali: l'uomo al Senato con copricapo di pelliccia ne fa parte

QAnon, Stati Uniti, Washington
WASHINGTON, DC - JANUARY 06: WASHINGTON, DC - JANUARY 06: Crowds gather outside the U.S. Capitol for the "Stop the Steal" rally on January 06, 2021 in Washington, DC. Trump supporters gathered in the nation's capital today to protest the ratification of President-elect Joe Biden's Electoral College victory over President Trump in the 2020 election.(Photo by Robert Nickelsberg/Getty Images)
newsby Marco Enzo Venturini7 Gennaio 2021


C’è soprattutto il fenomeno QAnon dietro l’increscioso assalto a Capitol Hill, il Campidoglio degli Stati Uniti d’America messo letteralmente a ferro e fuoco da centinaia di attivisti che nel corso dei mesi hanno avuto modo di asserragliarsi intorno a pochi quanto deliranti concetti. Un complottismo sfrenato, il negazionismo più assoluto rispetto alla narrazione degli eventi nazionali e mondiali (come il Coronavirus), il tutto nel nome di quel Donald Trump elevato al ruolo di salvatore della patria.

L’assalto a Capitol Hill e la figura di Jake Angeli

Simbolo dell’irruzione è quindi diventato tale Jake Angeli, un nome che poco dirà a chi non frequenta il dark web, ma che ora tutti hanno visivamente presente. Si tratta infatti dell’uomo con copricapo di pelliccia e corna, con lancia e bandiera degli USA. Proprio colui che si è rivelato capace di penetrare per primo nell’aula del Senato per poi prendere possesso dello scranno del vicepresidente Mike Pence. E l’uomo vestito da vandalo è uno dei nomi forti della teoria del complotto, tanto da essere noto ai suoi accoliti come “QAnon Shaman“.

Originario dell’Arizona (curiosamente uno degli Stati decisivi per la vittoria di Joe Biden), Jake Angeli è un attore e cantante la cui carriera mai è realmente esplosa. Si è quindi avvicinato progressivamente al dark web. Nel corso degli ultimi mesi si era reso protagonista di altre iniziative fondate sul complottismo più spinto. Una sua foto dello scorso 13 dicembre rende ancora più evidente il suo legame con QAnon. “Q sent me!“, recita infatti un cartello da lui esposto in una manifestazione in cui era vestito esattamente nello stesso modo che lo ha reso famigerato per i fatti di Capitol Hill.

Che cosa sostiene la folle teoria di QAnon

La teoria di QAnon, che secondo diversi analisti sta assumendo sempre più le sembianze di una setta, ha proliferato nei mesi della pandemia. Ma non si tratta di un fenomeno nuovo. Si tratta infatti indirettamente di un’evoluzione di quel Pizzagate esploso a fine 2017. La sintesi della tesi dei complottisti è: un sedicente militare legato all’amministrazione Trump, tale Q, è in possesso di informazioni segrete che vuole condividere con i cittadini. In base a tali informazioni, diverse figure liberal degli Stati Uniti e non solo sarebbero colluse con vari poteri occulti, satanisti, pedofili e addirittura cannibali. Questi ultimi sarebbero intenzionati a sovvertire l’ordine mondiale, a vantaggio del cosiddetto “Deep State”. Un piano che Trump conoscerebbe e che sarebbe l’unico politico planetario a poter sventare.

Tale teoria si accompagna a rigurgiti antisemiti, neonazisti e xenofobi. E, aggiungerlo appare doveroso, è completamente infondata. Lo hanno ampiamente dimostrato investigatori di qualsiasi natura degli Stati Uniti, provenienti anche da ambienti conservatori. Eppure QAnon ha proliferato senza sosta nei mesi della pandemia, aiutata dal lockdown che ha caratterizzato anche gli USA. Lo stesso Trump è stato più volte messo nel mirino per non aver mai apertamente preso le distanze dai sostenitori della teoria complottista.


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