Paura a New York, auto travolge manifestanti Black Lives Matter

Almeno sette i feriti, secondo quanto riportato dalla stampa locale. Arrestata la donna alla guida, si indaga sulle cause

newsby Redazione12 Dicembre 2020



Momenti di paura in centro a New York: un’auto ha investito alcuni manifestanti che a Manhattan partecipavano, nella serata di venerdì, a una protesta organizzata dal movimento Black Lives Matter. Secondo fonti locali sarebbero almeno sette i feriti trasportati d’urgenza in ospedale, uno dei quali in condizioni serie. Nessuno loro sarebbe comunque in pericolo di vita.

Fermate una donna di 52 anni e sua figlia

La guidatrice, una donna di 52 anni, è stata arrestata e interrogata insieme alla figlia 29enne che era con lei in auto. Il timore delle autorità è stato subito quello di un’azione premeditata a sfondo razziale. Gli uomini del Dipartimento di polizia di New York hanno però spiegato che le indagini sono ancora in corso e al momento non è chiara quale sia stata la causa dell’episodio.

Intervistato dalla tv locale NY1, un giovane attivista ha riferito la sua testimonianza dei fatti: “L’auto si è avventata su di noi invadendo la pista ciclabile – ha detto –. Ho fatto appena in tempo a saltare di lato per schivarla, i miei compagni non ce l’hanno fatta”.

Black Lives Matter va oltre la morte di George Floyd

Il movimento Black Lives Matter aveva organizzato la manifestazione di venerdì a New York per dimostrare solidarietà con lo sciopero della fame di alcuni immigrati fermati senza documenti e detenuti nell’Immigration and Customs Enforcement di Bergen County, nel vicino New Jersey.

Proseguendo nell’attività di protesta, gli attivisti di Black Lives Matter vogliono dimostrare di andare oltre l’onda emotiva dei fatti degli ultimi mesi, primo fra tutti l’omicidio di George Floyd a Minneapolis alla fine di maggio. Non sono mancate, durante i cortei, tensioni anche violente con sostenitori dell’ultradestra e con gruppi di suprematisti bianchi. Soprattutto a New York, roccaforte del movimento anti-razzista. L’ultimo episodio, però, potrebbe rientrare in una casistica differente, non essendoci la sicurezza della premeditazione.


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