Ancora missili su Israele: Hamas mira alle basi dell’aeronautica

Le sirene di allarme sono suonate in varie città israeliane, tra cui quelle al confine con la Striscia di Gaza, oltre ad Ashdod, Ashkelon, Rehovot e Palmachim

Ashkelon, Striscia di Gaza, Israele
Ashkelon, Striscia di Gaza, Israele
newsby Alessandro Bolzani19 Maggio 2021


Nelle prime ore di oggi, Hamas e la Jihad Islamica hanno lanciato parecchi razzi contro le regioni centrali e meridionali di Israele. Le sirene di allarme sono suonate in varie città israeliane. Oltre a quelle al confine con la Striscia di Gaza, sono state bersagliate anche Ashdod, Ashkelon, Rehovot e Palmachim. Hamas ha preso di mira anche alcune basi dell’Aeronautica israeliana: Hatzor, Hatzerim, Nevatim, Tel Nof, Palmachim e Ramon. Hidai Zilberman, il portavoce delle Forze di difesa israeliane, ha riferito che non ci sono indicazioni riguardo a danni provocati dai razzi di Hamas. In un caso, uno dei razzi è atterrato in un campo aperto, distante dalla base di Tel Nof, nei pressi di Rehovot.

La proposta della Francia per porre fine al conflitto Hamas-Israele

L’Eliseo ha reso noto che la Francia ha presentato all’Onu una risoluzione che punta a un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, in coordinamento con Egitto e Giordania. La proposta è arrivata al Consiglio di sicurezza, dove gli Stati Uniti hanno bloccato per otto giorni una dichiarazione sul conflitto israelo-palestinese. Zhang Jun, l’ambasciatore cinese all’Onu, ha dichiarato che la Cina intende supportare gli sforzi della Francia per mettere fine alla crisi.

L’accordo tra Francia, Egitto e Giordania

L’Eliseo ha comunicato anche che Emmanuel Macron, il presidente francese, “ha partecipato a una riunione trilaterale con il presidente egiziano Al Sisi e il re di Giordania” in cui è stato deciso di “lanciare un’iniziativa umanitaria per la popolazione civile di Gaza in collegamento con le Nazioni Unite”. Alcune fonti francesi indicano che Egitto e Giordania “sono attualmente in pace con Israele e sono protagonisti influenti nei luoghi santi per la Giordania e su Gaza per gli egiziani”. I tre governi si sono accordati “su tre semplici elementi: cessazione dei lanci di razzi, cessate il fuoco e risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu” sulla questione.

Usa: “Non basterà una dichiarazione dell’Onu per fermare Israele e Hamas”

Per gli Stati Uniti, una dichiarazione pubblica del Consiglio di Sicurezza dell’Onu non basterebbe a calmare le tensioni tra Israele e Hamas. Su questo punto è stata molto chiara Linda Thomas-Greenfield, l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite. “Non siamo stati in silenzio. Il nostro obiettivo è stato e continuerà ad essere quello di un intenso impegno diplomatico per porre fine a questa violenza”, ha chiarito durante la riunione a porte chiuse dei Quindici. “Il presidente Joe Biden ha espresso il sostegno per un cessate il fuoco”.


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