Emergency: “A Kabul situazione più tranquilla, ieri 63 pazienti”

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Nonostante i pazienti continuino ad arrivare, la situazione in città sembra più tranquilla di qualche giorno fa, anche se non sappiamo bene come si evolverà“. Dal coordinatore medico di Emergency a Kabul, Alberto Zanin, arrivano alcune parole di moderata rassicurazione, dopo i concitati e drammatici giorni che ha vissuto l’Afghanistan, e in particolare Kabul, a causa dell’avanzata dei talebani.

L’organizzazione fondata da Gino Strada, nonostante l’evacuazione di gran parte del personale occidentale, aveva comunicato l’intenzione di rimanere in Afghanistan proprio perché è in situazioni drammatiche come queste che è tanto più importante l’operato dei medici volontari.

L’aggiornamento sulla situazione a Kabul

Solo nelle ultime 24 ore sono giunte 63 persone, di cui nove morti all’arrivo. Vista la situazione d’emergenza l’Ong ha deciso di ammettere solo chi è in pericolo di vita”, ha raccontato Alberto Zanin. Si è collegato dal centro chirurgico della capitale dell’Afghanistan per un briefing su Zoom. Tuttavia, continua il medico, “durante la notte abbiamo sentito numerose raffiche di kalashnikov nel nostro distretto“. Per garantire la sicurezza del personale sanitario, “accanto alla nostra sala per accogliere i pazienti è stato posizionato un checkpoint. I passanti – spiega Zanin – vengono fermati e controllati da persone armate“.

Tre gli ospedali di Emergency attivi in Afghanistan

Nonostante la rimodulazione del personale, i tre ospedali di Emergency presenti sul territorio sono rimasti attivi al 100%. “Soltanto ieri, dopo l’ingresso dei talebani in città al centro vittime di guerra di Kabul, abbiamo ricevuto circa ottanta pazienti“, aveva spiegato ieri Bertelli. Il portavoce ha sottolineato inoltre un considerevole aumento di pazienti con ferite da proiettili e frammenti di mine. Attualmente sono 99 i pazienti ricoverati presso l’ospedale di Kabul. Nei primi quattro mesi del 2021, gli ospedali di Emergency hanno ricoverato 1853 pazienti vittime di guerra. Si tratta di un aumento del 202% rispetto al 2011, quando la guerra era in corso da 10 anni.

 

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