Chi è William Lai, il nuovo presidente di Taiwan

Nato da una famiglia di umili origini, dopo gli studi medici e la laurea ad Harvard si avventura nella politica. Chi è il successore di Tsai Ing-wen e quali novità potrebbe portare

Il 20 maggio, in una cerimonia seguita da numerose delegazioni internazionali, Lai Ching-te, noto anche come William Lai, ha prestato giuramento come nuovo presidente di Taiwan. Accanto a lui, Hsiao Bi-khim, ex ambasciatrice de facto negli Stati Uniti, ha assunto la carica di vicepresidente. Questa transizione segna la fine del mandato di Tsai Ing-wen, durante il quale le relazioni con Pechino sono peggiorate a causa del rifiuto di Tsai di riconoscere il “Consenso del 1992” e il “principio della Unica Cina”. La cerimonia ha avuto luogo nell’edificio storico dell’Ufficio presidenziale, un retaggio dell’epoca coloniale giapponese.

Nel suo discorso inaugurale, Lai ha sottolineato l’importanza della democrazia, della pace e della prosperità per Taiwan, affermando che questi principi rappresentano il legame dell’isola con il resto del mondo. “Taiwan è una delle democrazie più vivaci al mondo, un faro globale la cui luce appartiene a tutto il suo popolo,” ha dichiarato, ribadendo l’importanza di Taiwan non solo per la sua democrazia ma anche per le sue esportazioni e la sua economia globale. Ha sottolineato la necessità di cooperare con la Cina per garantire la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan, chiedendo a Pechino di cessare le minacce politiche e militari contro l’isola.

Il delicato rapporto con Pechino

Nel cielo di Taipei, dove tre elicotteri trasportavano un’enorme bandiera di Taiwan, simbolo della determinazione e della resilienza dell’isola. Lai ha ribadito la sua posizione sulla necessità di accettare la realtà delle minacce cinesi e di rafforzare la consapevolezza nazionale in materia di difesa, invitando Pechino a rispettare l’esistenza della Repubblica Cinese e a perseguire obiettivi comuni di beneficio reciproco e convivenza prospera.

Le prospettive di indipendenza

La scena politica di Taiwan osserva attentamente ogni parola di Lai, soprattutto considerando il contesto internazionale turbolento, con la guerra in Ucraina, i conflitti in Medio Oriente e le imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti. L’attenzione è concentrata su un qualsiasi segnale di discontinuità rispetto alla linea cauta di Tsai, una linea che Lai ha finora mantenuto, pur avendo in passato espresso posizioni più radicali sulla questione dell’indipendenza formale di Taiwan.

L'inaugurazione della presidenza di Lai
L’inaugurazione della presidenza di Lai | Ansa – newsby.it

Lai, che compirà 65 anni a ottobre, ha una storia personale caratterizzata da umili origini e una carriera che lo ha portato dalla professione medica alla politica. Nato nella Nuova Taipei, ha perso il padre in un incidente minerario quando aveva solo due anni, venendo cresciuto dalla madre insieme a cinque fratelli. Dopo aver studiato medicina e aver completato gli studi all’Università di Harvard, Lai ha lasciato la professione medica per dedicarsi alla politica negli anni Ottanta, periodo in cui Taiwan stava abbandonando la legge marziale e iniziando il suo processo di democratizzazione.

L’esperienza come sindaco di Tainan

Come sindaco di Tainan dal 2010 al 2017, Lai ha costruito una reputazione di politico anti-corruzione in una città considerata il cuore del sentimento identitario taiwanese. La sua ascesa politica è stata segnata dalla sua appartenenza alla fazione New Tide del Partito Progressista Democratico (DPP), una fazione interna spesso in contrasto con altre correnti del partito, tra cui quella di Tsai. La dinamica tra Lai e Tsai ha attraversato momenti di tensione, specialmente quando Lai ha sfidato Tsai per la leadership del partito dopo le elezioni locali del 2018, causando quasi una scissione all’interno del DPP. Tuttavia, la frattura si è ricomposta, e Lai ha ottenuto la promessa della vicepresidenza, mantenendo una posizione più moderata che ha contribuito alla vittoria del DPP nelle elezioni presidenziali del 2020.

Le elezioni del 2024

La vittoria di Lai alle elezioni del 2024 segna un momento cruciale per Taiwan. Nonostante le sue precedenti dichiarazioni a favore dell’indipendenza formale, Lai ha adottato una posizione più prudente in linea con quella di Tsai, che sostiene che Taiwan non ha bisogno di dichiarare ufficialmente l’indipendenza poiché esercita già la sua sovranità de facto. Questa posizione moderata ha contribuito a ridurre le preoccupazioni dell’elettorato taiwanese e a garantire un’ampia base di supporto.

La nuova vicepresidente: Hsiao Bi-khim

Hsiao Bi-khim, la nuova vicepresidente, gioca un ruolo fondamentale in questa transizione. La sua esperienza come rappresentante di Taipei negli Stati Uniti e il suo stretto legame con l’amministrazione Biden sono visti come una garanzia di stabilità e continuità. Questo è particolarmente importante in un momento in cui le relazioni tra Washington e Pechino sono in una fase di incertezza e tensione. Il governo di Lai si trova di fronte a sfide significative, tra cui la crescente pressione militare cinese e un parlamento in cui il DPP ha perso la maggioranza.

Con un seggio in meno rispetto al Kuomintang (KMT) e con il Taiwan People’s Party (TPP) che gioca un ruolo di ago della bilancia, Lai dovrà navigare abilmente per mantenere il sostegno necessario per attuare le sue politiche. Interessante anche nomina di Cheng Wen-tsau a capo della Stratits Exchange Foundation, entità semi governativa incaricata di mantener gli scambi con la Cina. Cheng è sicuramente uno dei nomi più popolati del partito, e potrebbe addirittura aspirare alla presidenza in futuro. Il suo ruolo sarà cruciale nel dialogo con Pechino, per questo merita particolare attenzione anche in ottica futura.

La retorica di Lai

Lai ha confermato in gran parte i membri chiave dell’amministrazione Tsai nei ruoli cruciali, come gli Esteri, la Difesa e la Sicurezza Nazionale, nonostante alcune critiche per la scarsa rappresentanza femminile. Sul piano retorico, Lai si distingue per essere più loquace rispetto al suo predecessore, il che potrebbe portare a dichiarazioni fuori dagli schemi istituzionali, come quelle fatte durante la campagna elettorale, in cui ha espresso desideri che implicano un riconoscimento ufficiale di Taiwan da parte degli Stati Uniti o un improbabile incontro con Xi Jinping.

La guida di Lai sarà osservata attentamente sia a livello nazionale che internazionale, con la speranza che possa preservare la stabilità e la sicurezza di Taiwan, mantenendo la sua posizione di faro democratico e prospero nell’Asia-Pacifico. Con il sostegno della sua vicepresidente e il mantenimento di una linea moderata, Lai ha il potenziale per navigare attraverso le complessità delle relazioni internazionali e garantire un futuro stabile e prospero per Taiwan.

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