Brigate Rosse, arrestati a Parigi sette terroristi. Altri tre sono fuggiti

L’operazione sarebbe stata portata avanti dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat), in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l’Antiterrorismo della Polizia italiana

Maurizio Di Marzio, chi è l'ex brigatista arrestato a Parigi?
La bandiera informale delle Brigate Rosse
newsby Alessandro Bolzani28 Aprile 2021


Le autorità francesi hanno fermato e arrestato, su richiesta dell’Italia, sette ex membri delle Brigate Rosse a Parigi. Proseguono le ricerche di altri tre terroristi in fuga. In base alle informazioni disponibili, l’operazione sarebbe stata portata avanti dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat), in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol e con l’Antiterrorismo della Polizia italiana.

Le identità dei terroristi arrestati

Citando fonti investigative francesi, l’Ansa afferma che i terroristi arrestati sono Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti delle Brigate Rosse. Fermati anche Giorgio Pietrostefani di Lotta Continua e Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Gli ex membri delle Brigate Rosse in fuga, invece, sono Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

L’operazione “Ombre Rosse”

L’Eliseo riferisce che è stato Emmanuel Macron a prendere la decisione di procedere all’operazione che ha portato all’arresto degli ex membri delle Brigate Rosse. Il presidente francese ha deciso di “trasmettere alla procura i 10 nomi sulla base di domande italiane che riguardavano in origine 200 persone”. Le autorità francesi e italiane hanno chiamato “Ombre rosse” il dossier riguardante gli ex terroristi. Dei sette fermati, quattro hanno una condanna all’ergastolo: Roberta Capelli, Marina Petrella, Sergio Tornaghi e Narciso Manenti. Per gli ex membri delle Brigate Rosse Giovanni Alimonti ed Enzo Calvitti, invece, la pena da scontare è, rispettivamente, di 11 anni, 6 mesi e 9 giorni e 18 anni, 7 mesi e 25 giorni. Giorgio Pietrostefani, infine, deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni.


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