Afghanistan, un milione di bimbi a rischio fame. UNICEF: “Noi restiamo”

Afghanistan che dall'ascesa dei talebani vive una situazione di emergenza umanitaria anche per l'infanzia: i numeri del Fondo Onu parlano chiaro

newsby Marco Enzo Venturini24 Agosto 2021


Senza un’azione urgente, 1 milione di bambini sotto i 5 anni saranno gravemente malnutriti entro la fine del 2021“, questo il tragico allarme lanciato dall’UNICEF in riferimento alla situazione in Afghanistan. Con un appello forte e chiaro che l’organo lancia a tutto il mondo.

I tragici numeri dei bambini dell’Afghanistan

Questo è un periodo di transizione in Afghanistan; nessuno può prevedere cosa succederà“, si sottolinea nella nota. L’UNICEF aggiunge anche che “appena due giorni fa le scuole primarie e secondarie erano aperte a Herat, nell’ovest, e a Marouf, nel sud del paese, 1500 bambini erano a scuola, comprese 500 ragazze“.

Situazione, però, precipitata a causa dell’ascesa dei talebani con le sue drammatiche conseguenze. “Ma con mezzo milione di persone sfollate all’interno del paese e oltre 18 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria, la metà delle quali sono bambini, i bisogni sono grandi“, spiega l’UNICEF.

Promessa UNICEF: “Noi qui da 65 anni, non ce ne andiamo”

Peraltro, in una fase caratterizzata dai precipitosi ritiri di diversi eserciti e civili occidentali, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia non molla. “Durante l’ultima fase del conflitto armato fino alla presa di possesso finale di Kabul pochi giorni fa, l’UNICEF ha continuato ad operare per i bambini dell’Afghanistan e a rispondere ai loro bisogni urgenti“, si ricorda nel comunicato.

Nonostante tutte le domande senza risposta che ci aspettano, una cosa è certa. L’UNICEF è qui per restare e per aiutare ogni bambino e ad ogni donna in Afghanistan. L’UNICEF è qui da 65 anni e non se ne andrà. È vero che per la nostra sicurezza, in alcune zone provinciali, i Talebani ci hanno chiesto di sospendere le operazioni fino a quando l’ordine sarà ristabilito. Ma siamo in contatto quotidiano con le leadership locali in quasi tutte le province, e il loro messaggio è chiaro: vogliono che restiamo e continuiamo il nostro lavoro“, si spiega nella nota.


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