Torino, a Palazzo Madama si può di nuovo ammirare Mantegna

"Che emozione, un piccolo passo verso la normalità. I musei? Devono reinventarsi”, racconta Clelia Arnaldi di Balme, curatore di Palazzo Madama, Torino

newsby Sara Iacomussi28 Maggio 2020



“Che emozione, un piccolo passo verso la normalità! È molto incoraggiante. È bello rivedere il museo vivo”, racconta Clelia Arnaldi di Balme, curatore di Palazzo Madama, Torino, che da oggi 28 maggio riapre i battenti, dopo la chiusura forzata durante il lockdown. È il primo museo civico di Torino a farlo, con degli accorgimenti e nuove misure da seguire.
“I nostri visitatori solitamente tornano più volte. Dovranno imparare un nuovo percorso studiato in modo da garantire le distanze interpersonali, evitando sovrapposizioni di flussi all’entrata e all’uscita. Inoltre, dovranno ricordarsi di usare i disinfettanti per le mani e di posizionarsi davanti un termoscanner all’ingresso”.

Torino, curatore del museo: “La visita sarà più in solitaria, ma completa”

“La visita sarà più in solitaria, ma comunque molto curata e completa dell’intera collezione”, racconta Clelia Arnaldi di Balme, che guarda positivamente al futuro. “Sono fiduciosa per il mondo della cultura, nonostante le difficoltà. Siamo stati penalizzati, ma solo reagendo si può superare questo momento, magari rivedendo le proprie strategie”.
“La mostra è stata prorogata fino al 20 di luglio. La proroga ci rende particolarmente felici, perché è stata molto apprezzata dai visitatori: avevamo circa 5mila visitatori ogni settimana”, aggiunge l’esperta, sottolineando l’importanza del rinnovamento soprattutto in questo periodo post lockdown.
“I musei dovranno inventarsi più attività interne, che esterne, mantenendo vivo l’interesse dei visitatori. I visitatori all’inizio saranno cittadini locali e potranno essere attratti da iniziative pensate per catturare l’attenzione”.


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