Google regala monopattini elettrici ai suoi dipendenti: il motivo

Il colosso della tecnologia ha avviato i piani di rientro dallo smartworking in Usa, anche in termini green

La scritta di Google
Foto Pixabay | DWilliam
newsby Lorenzo Grossi5 Aprile 2022


Che cosa rispondereste se vi proponessero uno scooter elettrico gratuito per andare al lavoro? Google ci ha già pensato e, in tal senso, ha stretto un accordo con la ditta di monopattini elettrici Unagi denominato “Ride Scoot” (guida lo scooter). E così, dallo scorso 1° aprile, il gigante della tecnologia, ha avviato i piani di rientro in ufficio negli Stati Uniti. Sta quindi incentivando il ritorno al lavoro dei dipendenti, anche in termini green. Google, così, dona a ogni lavoratore un monopattino elettrico Model One per i viaggi di andata e ritorno. Favorendo così la mobilità elettrica a fronte di una riduzione delle auto su strada. L’autonomia del monopattino è di circa 25 chilometri. Quindi un requisito è quello di trovarsi a una distanza non superiore per raggiungere il lavoro da casa.

Quanto ‘costerà’ a Google questa nuova politica sui monopattini elettrici

La mossa indica quanto Google creda nel lavoro in presenza. Anche perché durante la pandemia ha speso miliardi per espandere i propri uffici. Sta inoltre promuovendo una serie di iniziative per convincere i propri dipendenti a tornare evitando al contempo attriti. Oltre alla sede principale di Google a Mountain View, le località incluse nell’accordo includono Seattle, Kirkland, Irvine, Sunnyvale, Playa Vista, Austin e New York City.

Unagi, normalmente, prevede due soluzioni per l’acquisto: un esborso di 900 dollari o un canone mensile di 49 dollari (più 50 una tamtum di iscrizione iniziale). In base all’accordo, Unagi fornirà i propri monopattini Model One con l’abbonamento mensile, scontato a 44,10 dollari, che verrà interamente rimborsato da Google (assieme alla tassa di iscrizione), per i dipendenti che vorranno iscriversi. Questi dal canto loro dovranno garantire almeno nove spostamenti al mese anche solo per andare alla fermata dell’autobus. Non ci saranno tracciamenti: Google si fiderà della parola.

“Le persone si sono davvero abituate a lavorare da casa. Le aziende stanno cercando di fare tutto il possibile per migliorare l’esperienza del ritorno, ha spiegato a The Verge David Hyman, fondatore e amministratore delegato di Unagi, che è partner del progetto.


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