Turismo in ripresa, ma non troppo: “Dal 2020 +3 miliardi, ma non basta”

Turismo che sta premiando soprattutto le località di mare, in sofferenza le città d'arte. Ma l'indagine di Fipe-Confcommercio non cancella le preoccupazioni

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Spiaggia, mare, turismo
newsby Marco Enzo Venturini28 Agosto 2021


Nonostante la ripresa delle attività a pieno regime, i fatturati di bar e ristoranti sono ancora lontani dal periodo pre crisi“. Lo evidenzia un’indagine di Fipe-Confcommercio, che ha analizzato i dati relativi alla ripresa del turismo in Italia nell’estate 2021, dopo i disastri del 2020.

Turismo: chi ha ripreso a sorridere, chi soffre anche nel 2021

Chi può regalarsi un timido sorriso sono gli stabilimenti balneari e tutte le attività commerciali delle località marittime. Qui il turismo sembra infatti decisamente ripartito, con un luglio positivo e un agosto ancora migliore. Tra chi ha risposto al sondaggio di Fipe-Confcommercio, sei su dieci hanno risposto che luglio è andato molto o abbastanza bene. Per uno su quattro, invece, i livelli sono paragonabili a quelli del 2020. Decisamente negativo, infine, il 20%. Che si concentra, in particolare, tra Venezia, Verona, montagne bellunesi ed entroterra abruzzese.

Decisivo è stato, abbastanza inevitabilmente, il ritorno della “zona bianca”. Ne hanno beneficiato tutte le Regioni, con una ripresa del turismo non soltanto da parte di viaggiatori italiani. L’Italia, infatti, è tornata meta anche per gli stranieri. Questo vale però soprattutto per il mare (60%). Chi ha sofferto di più, invece, sono città d’arte come Roma, Firenze e Venezia.

Le richieste di Fipe-Confcommercio al governo

E il turismo prova a rialzare la testa, ma la fatica è tanta. “L’estate 2021, con l’Italia in zona bianca e nonostante l’introduzione del vincolo del green pass, ha visto un incremento degli incassi per i pubblici esercizi pari a tre miliardi di euro rispetto a un anno fa“, spiega l’indagine. Dove però si aggiunge: “Ma ancora non basta. Secondo l’Ufficio Studi di Fipe-Confcommercio, rispetto all’estate 2019, l’ultima prima del Covid, la ristorazione ha incassato circa 2 miliardi di euro in meno. Un dato sul quale pesa in particolare la troppo lenta ripresa dei flussi turistici internazionali che incide negativamente sulle performance delle città d’arte“.

Per tutti questi motivi, Fipe-Confcommercio lancia un appello al governo. “Anche per questo è necessario stabilizzare la ripartenza, scongiurando in ogni modo nuove chiusure e misure restrittive ai danni delle imprese“, aggiunge la nota. Con il turismo, uno dei settori più importanti d’Italia, che non può permettersi nuove frenate.


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