Superbonus 110%: come funziona l’incentivo approvato dal governo

Il ministro Gualtieri annuncia la "piena operatività" del bonus: ecco le linee guida di base per poterne usufruire

Superbonus
newsby Francesco Lucivero7 Agosto 2020


Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato la piena operatività del cosiddetto Superbonus 110% previsto dal Decreto rilancio. A porre la firma sul documento finale che regolamenta l’incentivo lo stesso Gualtieri e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Pautanelli. Il bonus riguarda tutti gli interventi che hanno come obiettivo quello di risparmiare energia e proteggere dal rischio sismico.

A proposito del bonus, Gualtieri e Patuanelli hanno dichiarato: “L’obiettivo è quello di rivalutare il patrimonio immobiliare degli italiani e dare un forte impulso agli investimenti. È una filiera fondamentale per l’economia italiana, da sempre uno dei motori della crescita del Paese”.

Come funziona il Superbonus

Il Superbonus si caratterizza come possibilità di uno sgravio fiscale al 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Le date indicano strettamente la fatturazione: i lavori possono anche terminare oltre la seconda data. Chi effettua le opere deve dimostrare, con apposita documentazione, il miglioramento di almeno due classi energetiche o una classe di rischio sismico nella propria casa. Chi usufruisce del bonus può recuperare la cifra come detrazione fiscale nei successivi cinque anni. Possibile anche uno sconto in fattura o la cessione del credito (quest’ultima soluzione in caso di incapienza fiscale).

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una guida ai criteri di utilizzo del Superbonus. È importante ricordare che, per quanto riguarda le abitazioni unifamiliari, l’ecobonus si estende anche alle seconde case (purché non siano più di due). Non è invece possibile usufruire dell’agevolazione nel caso l’abitazione sia classificata come ‘di lusso’, cioè nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

I lavori condominiali e nelle abitazioni in affitto

Per quel che riguarda i condomìni, non sussistono obblighi sulla ripartizione delle spese per millesimi di proprietà, benché i lavori debbano essere decisi con le maggioranze ridotte previste per le opere di risparmio energetico. Se l’abitazione non è di proprietà, il bonus spetta non solo al proprietario dell’immobile ma anche a chi ne detiene l’uso con un contratto di affitto, leasing o comodato d’uso, regolarmente registrato. In questo caso serve comunque l’autorizzazione ai lavori da parte del proprietario.

Rientrano nelle possibilità di spesa, tra le altre, le opere di coibentazione degli edifici (che, se effettuate, permettono di sfruttare il bonus anche per il cambio della caldaia), l’installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica e di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Altre opere, come ad esempio il cambio dei pavimenti, non fanno parte dei lavori detraibili con questa specifica soluzione.


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