Coronavirus, l’allarme dell’Upb: “Pil calerà del 15% nel primo trimestre”

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio prevede un calo dell’attività economica "mai registrato nella storia della Repubblica". Inoltre l’Upb stima che le richieste di cassa integrazione siano triplicate in piena emergenza Coronavirus

Economia
newsby Lorenzo Grossi21 Aprile 2020


Sono molto dure le stime dell’Upb sull’economia italiana in piena emergenza Coronavirus, pubblicate oggi nella nota congiunturale di aprile. Secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, infatti, nel nostro Paese “si prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica di intensità eccezionale, mai registrato nella storia della Repubblica”. Questo significa che il Pil, nell’insieme dei primi due trimestri del 2020, “si ridurrebbe cumulativamente di circa quindici punti percentuali“. Secondo l’Upb “nell’ipotesi di un regresso dell’epidemia l’attività tornerebbe ad espandersi nel trimestre estivo”. Tuttavia serve comunque “massima cautela” nella valutazione delle stime che “risentono di un’incertezza estremamente elevata”.

“Le richieste di cassa integrazione sono triplicate”, è la stima del Upb sull’emergenza Coronavirus

Una crisi, quella documentata dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, che avrà fortissime ripercussioni anche sulla richiesta di ammortizzatori sociali, soprattutto per quanto riguarda la cassa integrazione. “Si stima, per la sola parte relativa alle richieste cig, che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009. L’Upb ricorda che le informazioni diffuse dall’Inps per combattere la crisi economica da Coronavirus indicano che le richieste per la cig con causale covid 19 pervenute fino al 10 aprile riguardano circa 2,9 milioni di lavoratori mentre le istanze relative all’assegno ordinario coinvolgono circa 1,7 milioni di beneficiari”.

La nota dell’Upb sottolinea, senza troppi giri di parole, che si tratta di uno “shock senza precedenti”. “La fase ciclica dell’economia italiana, complessivamente stagnante lo scorso anno”, sottolinea l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, “si era già deteriorata nell’ultimo trimestre del 2019. La rapida diffusione dell’emergenza sanitaria, a partire dalla fine di febbraio, ha cambiato il quadro congiunturale con una velocità e un’intensità senza precedenti in tempi di pace. L’incertezza di famiglie e imprese continua ad aumentare: l’indice Upb nel primo trimestre dell’anno è decisamente peggiorato”.


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