Benzinai, sciopero in autostrada di 48 ore

I rivenditori di benzina incroceranno le braccia dalle 22 di martedì 12 maggio fino alla stessa ora di giovedì 14. I benzinai, che avevano già annunciato uno sciopero un mese fa, chiedono di riconvocare il tavolo di crisi

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newsby Lorenzo Grossi7 Maggio 2020


Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio hanno confermato lo sciopero dei benzinai di 48 ore delle Aree di Servizio della viabilità autostradale e assimilabile. Salvo ripensamenti, i rivenditori di benzina incroceranno le braccia il 13 e 14 maggio per 48 ore, a partire dalle 22 di martedì 12 maggio, fino alla stessa ora di giovedì 14, le stazioni resteranno dunque chiuse.

“Con una attività che per il suo carattere essenziale non ha potuto chiudere ed a cui non è stato neanche consentito di ridurre orari ed applicare turnazioni per contenere i costi e utilizzare almeno la cassa integrazione”, si legge nella nota ufficiale di Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio, “le imprese di gestione, in particolare in autostrada, hanno continuato a garantire il servizio sette giorni su sette, 24 ore al giorno, malgrado oltre due mesi di vendite crollate in media del 92%”. Una situazione non più sostenibile, secondo i benzinai, che denunciano una liquidità “ormai da tempo prosciugata” e lamentano il mancato intervento del Governo: “Il tavolo di crisi avviato dal ministro Patuanelli”, riporta una nota del sindacato, “è fermo ormai da un mese per il semplice fatto che il governo non ha forza ed autorità sufficienti per imporsi sulle società concessionarie autostradali”.

Il precedente sciopero dei benzinai annunciato un mese fa

La crisi economica per Coronavirus è sempre più preoccupante. Più di un mese fa, era stato convocato un tavolo tecnico tra Mise, Mef e ministero del Lavoro, dopo l’annuncio di un altro sciopero, per valutare misure a favore dei benzinai, con al vaglio, tra le altre misure, una rivisitazione degli accordi sulle royalty, l’ipotesi di concordare periodi di apertura alternata, legati al traffico, pur continuando a garantire il self-service. La situazione non si è sbloccata e ora i gestori invocano un nuovo intervento: “Al governo ed in particolare ai Ministri del Mit e del Mise”, riporta il comunicato, “la categoria chiede non solo di poter essere messa finalmente nelle condizioni di beneficiare delle misure generali assunte in precedenza ed ora annunciate – cassa integrazione in deroga, finanziamenti a fondo perduto, bonus affitti e bollette – ma anche di predisporre interventi mirati, riconvocando il tavolo di crisi e rispettando gli impegni già assunti, capaci di affrontare le condizioni peculiari a cui sono state e sono tuttora sottoposte le imprese di gestione”.