Unicredit occupata a Torino da animali estinti: “Rischia anche l’uomo”

Unicredit oggetto del flash mob di Extinction Rebellion: "Il Covid lo dimostra, anche noi rischiamo estinzione e le banche continuano a finanziare petrolio"

newsby Sara Iacomussi13 Maggio 2021



Un leone, un pesce, ma anche un tirannosauro: sono i ragazzi di Extinction Rebellion, che oggi a Torino si sono travestiti da animali estinti o in via di estinzione davanti alla sede di Unicredit.

Perché manifestare contro Unicredit

Sono un tirannosauro, un animale estinto – spiega uno dei manifestanti davanti alla Unicredit di Torino –. Come mai? Ovviamente i dinosauri si sono estinti per altri motivi, però anche noi esseri umani rischiamo l’estinzione. Ormai ci sono diversi studi scientifici che dicono che una delle cause dell’epidemia di Covid-19 è il sovra sfruttamento delle risorse degli ecosistemi. E un’aggravante alla sua diffusione è stato anche l’inquinamento atmosferico“.

Arriva poi una spiegazione sul perché manifestare a Torino proprio davanti alla banca. “Unicredit nel 2020, l’anno della pandemia, ha deciso di concedere prestiti e sottoscrizioni a società del settore del petrolio e del gas naturale per 5,8 miliardi di euro. Insieme a Intesa Sanpaolo è responsabile dell’80% delle emissioni di CO₂ dell’intero comparto finanziario italiano“.

I flash mob di Extinction Rebellion a Torino

Un concetto che i ragazzi di Extinction Rebellion hanno voluto ribadire con i loro molto espliciti cartelli. “Fame, sete, carestie. Unicredit sta finanziando il caos climatico” e “Unicredit è fossile. Dal 2016 ha investito 31,5 miliardi in petrolio, gas e carbone“, sono alcuni dei messaggi che si leggono davanti alla sede di Torino dell’istituto bancario.

Non si tratta del primo flash mob organizzato a Torino da Extinction Rebellion. Nel mese di gennaio il gruppo aveva manifestato in Piazza Castello per sensibilizzare la Regione Piemonte sulla crisi climatica che sta colpendo il mondo intero. “Facciamo un funerale al nostro futuro. Sappiamo che se continuiamo su questo sentiero di continuo innalzamento delle emissioni, la vita è a rischio“, dissero allora. Nel frattempo l’obiettivo si è spostato su Unicredit e il sistema bancario nazionale e internazionale.


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