Turismo, agenzie di viaggio in lacrime: “Noi senza soldi e prospettive”

"Non possiamo permetterci altri debiti, servono soldi a fondo perduto". Nel mirino anche il ministro del Turismo: "Franceschini non conosce la filiera"

newsby Sara Iacomussi27 Maggio 2020



Chiediamo liquidità a fondo perduto, non possiamo permetterci di indebitarci ancora“. Irene Ciccarelli, dell’agenzia di viaggi Mondo 1492 di Torino, è una degli oltre duecento tour operator in piazza Castello a protestare sotto la Regione Piemonte per il modo drammatico in cui l’emergenza Coronavirus e la Fase 2 si sono abbattuti sul settore del turismo.

Turismo senza prospettive

Irene è molto commossa: “Non possiamo andare avanti così. Non abbiamo bisogno né di credito d’imposta, né di burocrazia. Abbiamo bisogno di denaro, siamo qui apposta per lottare per tutta la categoria. Il momento è durissimo, lo sappiamo e sappiamo che lo sarà ancora. Abbiamo bisogno di aiuto. Le prospettive per l’estate? Non ci sono prospettive. Noi siamo il turismo organizzato e lavoriamo con l’outgoing, è stato supportato solo l’incoming. Non sappiamo neanche se lunedì si potrà uscire dal Piemonte“.

Dal Piemonte è partita una catena di solidarietà, che riguarda anche gli operatori del turismo di altre zone d’Italia: “Siamo in collegamento con i colleghi della città di Milano, di tutta la Lombardia e dell’Emilia Romagna per questo motivo. Queste sono state le regioni più colpite in assoluto dal Coronavirus e quindi dobbiamo avere degli aiuti. Non possiamo andare avanti così, per i nostri clienti che hanno fiducia in noi e per il lavoro che facciamo. Che è uno dei lavori più belli del mondo. Lo facciamo con passione, ma non possiamo andare avanti a lavorare a zero“.

Ministro sotto attacco

Irene se la prende anche per i fondi destinati al turismo, che però lavora in maniera diversa rispetto ad altri settori: “Ci hanno dato 1500 euro, e non 2500 come le altre categorie. Per di più questi fondi sono vincolati ad acquisti per far ripartire l’azienda, ma noi non possiamo spendere altri soldi per farla ripartire. Con quei soldi dobbiamo pagare gli affitti. Non lo capisce la Regione, ma neanche lo Stato“.

Nel mirino, così, finisce il ministro: “Con rispetto per il signor Franceschini, non conosce la filiera del turismo e non conosce il turismo organizzato. Ci sono categorie che partono dall’agenzia di viaggi al tour operating, gli NCC [noleggio auto con conducente, ndr], bus company e tour operator. E ognuno di noi ha il diritto di sopravvivere. Almeno noi. Perché i nostri clienti ci chiedono di viaggiare, ma non sappiamo dove mandarli“.


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