Sgarbi condannato per diffamazione: offese Virginia Raggi

Il giudice monocratico di Roma ha condannato il sindaco di Sutri al pagamento di una multa di mille euro e di una provvisionale di 10 mila euro. La sindaca di Roma: “Non mi spaventano i bulletti da salotto”

Sgarbi condannato per diffamazione aggravata: offese Virginia Raggi
Vittorio Sgarbi
newsby Alessandro Bolzani26 Gennaio 2021


Le offese rivolte a Virginia Raggi in un video pubblicato nel dicembre del 2016 costeranno caro a Vittorio Sgarbi. Il giudice monocratico di Roma ha condannato il sindaco di Sutri al pagamento di una multa di mille euro e di una provvisionale di 10 mila euro per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Nel filmato, Sgarbi parlava con toni offensivi delle capacità politiche della sindaca di Roma. “In quel video Sgarbi riconosce l’onestà intellettuale della sindaca, affermando però che ciò non è sinonimo di capacità nella gestione delle vicende politiche. Si tratta di affermazioni offensive, gratuite: un mero dileggio”, ha spiegato il pubblico ministero nel corso della requisitoria al processo, che si è svolto con rito abbreviato.

Il commento di Virginia Raggi

Il tema è il clima di barbarie e volgarità che personaggi come Sgarbi stanno portando avanti”, ha detto Virginia Raggi al termine dell’udienza. “Perché l’insulto non è confronto, l’offesa non è dialettica. Chi fa così per me è e resta un bullo. Non ho paura dei criminali, francamente non mi spaventano i bulletti da salotto”, ha aggiunto la sindaca.

L’altra condanna per diffamazione

Non è la prima volta in cui Vittorio Sgarbi viene condannato per diffamazione. Il 18 luglio 2018, il Tribunale di Masala ha condannato il critico d’arte al pagamento di una multa da 2.700 euro per aver diffamato il maresciallo Giovanni Teri, ex comandante della stazione dei carabinieri di Salemi (nel trapanese). La sentenza è stata riconfermata nell’ottobre del 2020 dalla quinta sezione della Cassazione. Il giudice monocratico Mariapia Blanda ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato da Sgarbi contro la condanna di secondo grado della Corte d’appello di Palermo. La Cassazione, inoltre, ha condannato il critico d’arte al pagamento delle spese processuali. Come reso noto dall’accusa, Sgarbi aveva cercato di screditare Teri paventando un suo legame con Pino Giammarinaro, ex deputato regionale della Dc coinvolto in varie indagini.


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