Protesta agricoltori a Sanremo: “Lettera all’Ariston? Va letta da noi”

"Dopo le aperture di Amadeus pensavamo di poter parlare dei problemi degli agricoltori sul palco e invece questa possibilità ci è stata negata"

La protesta degli agricoltori a Sanremo - Newsby.it
Newsby Redazione 9 Febbraio 2024

“Un gruppo di agricoltori da Mondovì è partito questa mattina, saranno 25-30 trattori, insieme a un pullman di altri agricoltori. Noi rimaniamo sempre qua in attesa di risposte, per capire se riusciremo a leggere una lettera sul palco dell’Ariston con una nostra voce. Noi se ci mettiamo la faccia non la togliamo da nessun’altra parte. La gente ha capito perché noi siamo qua, quindi è giusto che qualcuno dei nostri legga quattro parole e non che lo legga un’altra persona. Ad Amadeus e alla Rai diciamo che noi siamo qua: qualsiasi cosa ci sia da chiarire o discutere siamo qui. Noi siamo gli interlocutori, il presidio è questo e siamo a 200 metri dall’Ariston. Siamo qua disposti a dialogare e capire cosa si può fare e cosa non si può fare. Non vogliamo imporre niente, però la lettera va letta da una nostra voce”. Così Angelo Panigada al presidio dei trattoristi sul lungomare di Sanremo parlando della trattativa con la Rai per far salire una delegazione di agricoltori sul palco dell’Ariston durante la quarta serata del Festival della canzone italiana condotto da Amadeus.

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Un’altra cinquantina di agricoltori ha raggiunto il presidio in corso sul lungomare di Sanremo. I manifestanti hanno appeso due striscioni: “D’ora in poi le regole le faremo insieme”, recita il primo. “La burocrazia non ha mai sfamato nessuno”, si legge sul secondo.

“Dopo le aperture di Amadeus e Fiorello pensavamo di poter parlare dei nostri problemi sul palco dell’Ariston e invece questa possibilità ci è stata negata, a quanto pare. Forse non leggeranno neanche un documento che abbiamo redatto insieme a quelli di ‘Riscatto Agricolo’. Speriamo comunque di avere una certa visibilità grazie a voi giornalisti. L’Ariston è solo un passaggio, noi continueremo e, se ne necessario, andremo a Roma e Bruxelles con i trattori”, ha spiegato un agricoltore piemontese.

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