Luca Attanasio, Limbiate ricorda l’ambasciatore a un anno dalla morte

In campo, in una partita di calcetto, la Nazionale Cantanti, guidata da Enrico Ruggeri, e la Play2Give, neonato progetto di charity sostenuto da giovani artisti

newsby Antonio Lopopolo22 Febbraio 2022



Una partita di calcio nella sua Limbiate, nel suo oratorio. A un anno esatto dalla morte in Congo di Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano caduto con il carabiniere Vittorio Iacovacci a seguito di un agguato tesogli da una banda che, secondo la ricostruzione della procura di Roma, intendeva rapirlo per chiedere un riscatto di 50mila dollari. In campo la Nazionale Cantanti, guidata da Enrico Ruggeri, e la Play2Give, neonato progetto di charity sostenuto da giovani artisti. Lo scopo è promuovere e far conoscere la nascita di Mama Sofia, fondazione che promuove iniziative umanitarie in zone svantaggiate del mondo voluta dallo stesso diplomatico assieme alla moglie Zakia Seddiki Attanasio, che oggi la presiede.

Il padre di Luca Attanasio: “Non potrà realizzare i suoi sogni”


Questa è una grande occasione per ricordare Luca, che ha passato qui, in questo oratorio tutta la sua giovinezza“, le parole di Salvatore Attanasio, padre di Luca. “Tra l’altro giocava nella squadra dell’oratorio con la maglia numero 10. Questa iniziativa bella e simpatica della Nazionale Cantanti quindi cade a puntino. Hanno fatto un bel gesto di solidarietà perché questa iniziativa è legata al finanziamento ‘dei bambini dell’ambasciatore’. Era uno dei sogni di Luca, che purtroppo non potrà più realizzare, ma che fortunatamente la moglie vuole realizzare su questo solco“.

La moglie: “E’ la rinascita di Luca, seguiamo i suoi progetti”


Alla partita in memoria di Attanasio ha presenziato anche la moglie dell’ambasciatore, Zakia Seddiki. “Oggi è la rinascita di mio marito, la ripartenza di quello che ha fatto per anni e il valore che ha dato alla sua vita: si parte adesso, per farlo concretamente e continuare a ricordarlo solo così“, le sue parole.

A proposito del progetto benefico che Luca sosteneva e che la famiglia continuerà a seguire, Zakia ha spiegato che “questo è un lavoro partito proprio con Luca come ambasciatore, quindi lui ci teneva all’unione di italiani che lottano tutti i giorni per i diritti dei bambini e per i diritti umani. Lui l’ha fatto come istituzione, come rappresentante dell’Italia ed è un dovere portarlo avanti“.


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