Istat, record negativo di nascite in Italia: -4,5% rispetto al 2018

Si tratta del numero più basso dall’Unità d’Italia. Complessivamente, al 31 dicembre 2019 la popolazione residente nella nazione ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189mila in meno rispetto all'inizio dell'anno (-0,3%)

La sede centrale dell'Istat a Roma
La sede centrale dell'Istat a Roma
newsby Alessandro Bolzani13 Luglio 2020


Non accenna a fermarsi il calo della natalità in Italia. Gli ultimi dati sul bilancio demografico nazionale diffusi dall’Istat, indicano che nel 2019 gli iscritti in anagrafe per nascita sono stati appena 420.170: oltre 19mila in meno rispetto al 2018 (-4,5%). Si tratta del numero più basso dall’Unità d’Italia. Il calo interessa tutta la Penisola, ma è più accentuato al Centro, dove si registra una diminuzione del 6,5%. L’Istituto nazionale di Statistica spiega che i fattori alla base di questo fenomeno sono la progressiva riduzione della popolazione italiana in età feconda, costituita da generazioni sempre meno numerose alla nascita e non più incrementate dall’ingresso di consistenti contingenti di giovani immigrati. Anche il numero di bambini nati in Italia da genitori stranieri è in calo: nel 2019 sono stati 62.944 (il 15% del totale dei nati), 2.500 in meno rispetto al 2018 (-3,8%).

Il calo della popolazione

Dal bilancio demografico nazionale emerge anche che nel 2019 sono stati cancellati dalle anagrafiche 182.15 cittadini che si sono trasferiti all’estero (+16,1% rispetto al 2018). Complessivamente, al 31 dicembre 2019 la popolazione residente in Italia ammonta a 60.244.639 unità, quasi 189mila in meno rispetto all’inizio dell’anno (-0,3%). Se paragonato al 2014, il calo sale a 551mila unità, “confermando la persistenza del declino demografico che ha caratterizzato gli ultimi cinque anni”.

La ripartizione geografica resta invariata

La distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica è rimasta stabile rispetto agli anni precedenti. L’Istat spiega che le aree più popolose si confermano il Nord-ovest (26,7%) e il Sud (23%), seguito dal Centro (19,9%), dal Nord-est (19,4%) e, infine, dalle Isole (11,0%). Il calo demografico è meno accentuato nel Nord-ovest (-0,06%) e nel Nord-est (-0,03%), mentre è più rilevante nelle Isole (-0,70%) e al Sud (-0,63%). Per quanto riguarda le regioni, quella più colpita è il Molise (-1,14%), seguita dalla Calabria (-0,99%) e Basilicata (-0,97%). Nelle provincie di Bolzano e Trento, in Lombardia e in Emilia-Romagna, invece, si sono verificati degli incrementi di popolazione (rispettivamente dello 0,30%, dello 0,27%, dello 0,16% e dello 0,09%.


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