Ilaria Salis, un’eventuale elezione con Avs potrebbe non rappresentare il lieto fine sperato

La candidatura dell’insegnante non garantirebbe la fine della sua detenzione. I precedenti, da Tortora all’indipendista catalano Oriol Junqueras

Dopo che per lei si era paventata la possibilità di una candidatura con il Partito Democratico per le Elezioni europee, ora Ilaria Salis, l’insegnante 39enne detenuta a Budapest, potrebbe correre con Avs. con la possibilità che se fosse eletta, si troverebbe immediatamente coinvolta nella presidenza del prossimo Parlamento europeo.

Ilaria Salis
Ilaria Salis prima della prigionia in Ungheria | Foto fornite dal padre Roberto Salis ANSA /NPK – Newsby.it

Tuttavia, l’elezione al Parlamento europeo non garantirebbe automaticamente la fine della sua detenzione, spiegano fonti a Bruxelles. Secondo le attuali disposizioni, infatti, un candidato eletto al Parlamento europeo godrebbe dell’immunità immediatamente dopo l’elezione. Ciò significa che, se il candidato fosse detenuto in uno Stato membro, quest’ultimo dovrebbe inviare una richiesta di revoca dell’immunità all’Eurocamera. Di conseguenza, potrebbe insorgere una controversia tra il Parlamento europeo e l’Ungheria. C’è poi un ulteriore aspetto da considerare. Secondo alcune fonti parlamentari, il diritto di un eletto di partecipare alla sessione plenaria a Strasburgo potrebbe consentire a Salis di recarsi in Francia già alla prima riunione della nuova assemblea.

I precedenti nella storia del parlamento europeo

Ci sono stati casi simili nella storia del Parlamento europeo, sebbene con peculiarità diverse. Enzo Tortora, per esempio, fu eletto al Parlamento europeo nel luglio 1984 e fu liberato il 20 luglio dello stesso anno, recandosi a Strasburgo tre giorni dopo. Un caso più recente è quello dell’indipendentista catalano Oriol Junqueras, detenuto dopo il referendum e poi eletto eurodeputato alle elezioni europee del 2019. Tuttavia, Junqueras non è stato incluso nella lista degli eletti presentata all’Eurocamera da Madrid, poiché non ha partecipato alla cerimonia di giuramento degli eurodeputati eletti, una caratteristica della legge spagnola ma non del diritto italiano.

Salis potrebbe non essere l’unica candidata a condurre una campagna elettorale dalla prigione in queste elezioni. C’è un altro caso simile a Himara, cittadina costiera dell’Albania meridionale, dove il sindaco albanese di origine greca Fredi Beleri, condannato per traffico di influenze illecite, sarà candidato al Parlamento europeo per Nuova Democrazia, il partito del premier greco Kyriákos Mitsotákis.

L’iter processuale di Ilaria Salis

Ilaria Salis, insegnante di scuola elementare a Monza e attivista antifascista, è stata arrestata l’11 febbraio 2023 mentre si trovava a bordo di un taxi insieme con due altri cittadini tedeschi. Lei e Tobias Edelhoff sono stati accusati di violenza e lesioni, la terza arrestata deve rispondere di aver pianificato gli attacchi. I magistrati contestano all’italiana sia il reato di lesioni personali che quello di appartenere all’organizzazione antifascista Hammerbande, che ha come obiettivo quello di ‘colpire’ a martellate presunti neonazisti.

Per l’accusa Salis avrebbe partecipato a due atti di violenza del 10 febbraio. Uno contro un uomo, scambiato per un estremista di destra a causa del suo abbigliamento militare, in piazza Gazdagréti, e un altro contro il musicista di estrema destra László Dudog, le cui foto con il volto tumefatto fecero poi il giro del web. Il 29 gennaio inizia il processo, con le immagini della donna con le manette e le catene ai piedi che scatenano una polemica internazionale. Il 28 marzo il tribunale magiaro respinge la richiesta di arresti domiciliari, la prossima udienza si terrà il 24 maggio dove saranno ascoltati una vittima a una ventina di testimoni.

Impostazioni privacy