Green Pass per i lavoratori, Re David: “Inaccettabile”

"Ok a obbligo vaccinale, ma i lavoratori non sono strumenti di produzione", ha dichiarato la segretaria generale della Fiom a margine dell'assemblea con i lavoratori della Whirlpool di Napoli

newsby Luca Leva30 Luglio 2021



A margine dell’assemblea con i lavoratori della Whirlpool di Napoli, Francesca Re David, la segretaria generale della Fiom, ha parlato della possibile introduzione dell’obbligo del Green Pass per i lavoratori.

Green Pass, Re David: “Inaccettabile”

La cosa che ci fa più arrabbiare è che nella prima fase della pandemia per Confindustria i lavoratori potevano lavorare in qualsiasi condizione e noi abbiamo dovuto scioperare per ottenere condizioni di sicurezza. Oggi gli stessi chiedono il Green Pass per i lavoratori e ci sembra inaccettabile. Io sono vaccinata e penso che bisogna vaccinarsi ma pensiamo che i lavoratori siano cittadini di questo paese e non strumenti di produzione. Se il governo si assumesse la responsabilità di inserire l’obbligo vaccinale io non avrei nulla in contrario ma non si può fare solo per categorie produttive. Questo governo ascolta molto Confindustria. La logica è sempre la stessa: i sindacati si occupano delle disgrazie e con Confindustria si fanno le politiche sindacali. Così non funziona“, ha dichiarato Re David.

Whirlpool, Re David in fabbrica nel giorno dello sciopero dei metalmeccanici


Parlando degli scioperi dei metalmeccanici, Re David ha dichiarato che “stanno andando molto bene in tutta Italia e sono nati attorno alle grandi vertenze. La Whirlpool è stata la prima multinazionale che ha approfittato dello sblocco dei licenziamenti e a lei sono seguiti altri fondi. Ora si tratta di capire se il governo voglia far fare le politiche industriali alle multinazionali e far decidere a loro come usare il soldi del Pnrr. Ora aspettiamo una nuova convocazione del governo perché qui non c’è nessuna intenzione di mollare“.

Green Pass, Landini a Firenze: “Inaccettabile la posizione di Confindustria”


Anche Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil, ha commentato la polemica con Confindustria sui Green Pass. “Abbiamo considerato inaccettabile la posizione di Confindustria, non si può licenziare o demansionare chi non è vaccinato. Se si pensa di arrivare a una legge per necessità o condizioni di un trattamento sanitario obbligatorio, la Costituzione parla molto chiaro. Ci sono tutti gli strumenti, serve un provvedimento del Governo. Se esistono dei protocolli sulla sicurezza nel nostro Paese, debbono essere un elemento centrale perché li abbiamo conquistati, hanno garantito a questo Paese di reggere in una situazione difficilissima“.

Mps, Landini: “L’azione del Governo indebolisce il sistema bancario”


Landini ha affrontato anche la questione del Monte dei Paschi di Siena. “Da tempo stiamo chiedendo al Governo di aprire un tavolo su Mps. Non è più rinviabile. È ufficiale che si apre una trattativa tra Unicredit e il Ministero dell’Economia. Quindi è necessario per il sindacato e i lavoratori entrare in questa discussione. Siamo contrari all’idea dello spezzatino perché questo vuol dire indebolire il sistema bancario del nostro Paese. Si sta parlando di soldi pubblici e non possono stare insieme licenziamenti e chiusure. Se non viene aperto un tavolo di discussione, decideremo quali iniziative mettere in campo“.

Firenze, Landini all’Assemblea generale: “Il Governo faccia presto”


A Firenze, Landini ha partecipato all’assemblea generale di Firenze nel Palazzo dei Congressi. All’ordine del giorno, le crisi aziendali, in particolare la vertenza dell’azienda di Campi Bisenzio, Gkn. Landini: “Noi abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio per essere in grado di poter fare un’operazione di politica industriale perché le aziende che stanno chiudendo gli stabilimenti con una logica da far west sono tutte nel settore dell’automotive. È necessario che su quel settore si faccia un provvedimento straordinario e allo stesso tempo si apra un tavolo di trattativa perché questa storia deve finire, bisogna gestire un processo che durerà diversi anni. Allo stesso tempo chiediamo al Governo che a partire dalle vertenze più importanti convochi quei tavoli e faccia ritirare le procedure di licenziamento per poter aprire una discussione di merito perché non è accettabile che multinazionali o fondi pensino di poter agire in questo modo“.


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