Giuseppe Conte e la leadership M5s: l’ex premier fa ancora chiarezza

Si definisce "un semplice cittadino" al convegno dei Giovani di Confindustria, ma non vuole nascondersi: "Dobbiamo definire bene i contorni"

newsby Redazione9 Luglio 2021



Ex premier? Prossimo leader di un partito? Niente di tutto questo, almeno per ora: Giuseppe Conte preferisce infatti autodefinirsi “un semplice cittadino”. Il presidente del Consiglio da giugno 2018 a febbraio 2020 ha parlato così al convegno dei Giovani di Confindustria, provando a fare chiarezza sul suo futuro in politica dopo le schermaglie con Beppe Grillo sulla leadership del Movimento 5 stelle. Conte, comunque, non ha parlato solo dei pentastellati ma anche del suo successore a Palazzo Chigi, Mario Draghi, e del via libera proprio da parte del Governo alla riforma della Giustizia.

Conte: “Leadership M5s? Ci stiamo lavorando”

L’ex premier non si è nascosto quando c’è stato da affrontare i temi legati al futuro del Movimento 5 stelle e alla leadership del partito. “Ci stiamo lavorando – ha dichiarato -. Lavoriamo al quadro dei principi che consentirà alla comunità dei Cinque stelle di riprendere la sua forza propulsiva“.

Per Conte, però, è necessario un “quadro di principi molto chiaro. Questa è la premessa per tutto quello che verrà fatto dopo, una premessa indispensabile, definire bene i contorni, i ruoli. Se saranno pienamente condivise io ci sarò, altrimenti no“.

“Draghi? Dialettica, non contrapposizione”


Per quel che riguarda Mario Draghi, Conte non vuole sentir parlare di confronti. “Si cerca sempre la contrapposizione ‘Conte contro Draghi’ – ha affermato -. Ma qui non è Conte contro Draghi, si tratta di confrontarsi su principi e trovare delle soluzioni”.

“Penso che nessuno debba permettersi di dichiarare che si vuole fare un attacco al governo Draghi – ha poi spiegato – se semplicemente si vuole fare politica e invocare una legittima dialettica democratica che avverrà in Parlamento”.

Conte sulla riforma della Giustizia: “Non canterei vittoria”


Deciso, infine, il parere dell’ex premier riguardo alla riforma della Giustizia, che ha ricevuto l’importante semaforo verde a conclusione dell’ultimo Consiglio dei Ministri. Conte, infatti, sottolinea una criticità: “Apprezzo il lavoro della ministra Cartabia, si è molto impegnata, ma io non canterei vittoria, non sono sorridente sull’aspetto della prescrizione, siamo ritornati a un’anomalia italiana”.


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