Fiori per Silvia Romano: mamma Francesca scende a prenderli

Omaggio floreale da parte di un mittente sconosciuto alla cooperante rientrata ieri a Milano dopo diciotto mesi di prigionia in Africa

Silvia Romano, omaggio floreale
newsby Antonio Lopopolo12 Maggio 2020


Un gentile omaggio floreale è stato recapitato nella mattinata di martedì in via Casoretto a Milano, dove ieri è tornata Silvia Romano, la giovane cooperante milanese rientrata a casa dopo il rapimento in Kenya nel novembre 2019 e il conseguente anno e mezzo di prigionia nelle mani dei suoi sequestratori.

Mittente sconosciuto

Chi ha consegnato i fiori non ha saputo specificare il nome del mittente, che resta quindi sconosciuto. Ad accompagnare l’omaggio floreale una lettera indirizzata proprio alla ragazza. Silvia non è però scesa dal suo appartamento per recuperare i fiori che le sono stati inviati. A farlo ci ha pensato sua madre, la signora Francesca, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti presenti. Alla domanda su come stesse Silvia, infatti, la donna non ha concesso nessuna risposta ed è subito risalita verso casa.

Il ritorno di Silvia Romano e i malumori per l’assembramento

Silvia Romano è tornata nella sua abitazione nel pomeriggio di lunedì. Al suo arrivo all’altezza del portone di casa, l’attivista è stata accolta da un lungo applauso da parte dei presenti, molti dei quali sono usciti sui propri balconi per salutare la ragazza appena tornata nella sua città. Alcuni di essi sono anche scesi in strada. Una volta salita la 24enne si è affacciata alla finestra della sua abitazione per salutare e ringraziare la folla di persone che la stava aspettando.

Per alcuni si è trattato di un vero e proprio assembramento fuori contesto viste le restrizioni anti-coronavirus. A tal proposito è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nella giornata di martedì: “Ieri, a proposito dell’arrivo di Silvia Romano, la regola non è stata rispettata – ha dichiarato nel corso del messaggio quotidiano diffuso attraverso i suoi canali social -. L’assembramento era impressionante. Non ci sono assembramenti di serie A o B. Forse mi sarebbe piaciuto vedere sui quotidiani una stigmatizzazione del comportamento di giornalisti e foto operatori”.


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