Fase 2, Luxottica avvia ripartenza con tamponi per i dipendenti

A febbraio l'azienda era stata la prima in Italia ad essere interessata da un possibile caso interno di Coronavirus

Luxottica
newsby Francesco Lucivero11 Maggio 2020


Con l’inizio della Fase 2 anche Luxottica, come altre aziende in tutta Italia, ha riaperto le sue sedi in linea con le norme indicate dal Dpcm in vigore dal 4 maggio in materia di restrizioni per combattere la diffusione del Coronavirus. La posizione del noto brand di occhialeria è importante perché proprio Luxottica è stata, nel mese di febbraio, la prima azienda italiana ad essere interessata da un possibile caso interno di Coronavirus, un dipendente venuto in contatto indiretto nei giorni precedenti con il ‘paziente uno’ di Codogno. Una notizia cui seguì quella dell’evacuazione di un intero piano dell’edificio in Piazzale Cadorna a Milano, sede di Luxottica, seppur smentita dall’azienda stessa.

Protocollo di sicurezza interno per i dipendenti

Secondo quanto si apprende da fonti interne, i dipendenti di Luxottica hanno ricevuto una comunicazione che fa riferimento a una nuova sperimentazione, iniziata lunedì 11 maggio, grazie alla quale sarà possibile monitorare eventuali contagi da Covid-19 tra i dipendenti. Entrando nello specifico, l’azienda ha citato una collaborazione scientifica per la gestione della Fase 2 con il Dipartimento di Medicina molecolare e Virologia dell’Ospedale di Padova, diretto dal professor Andrea Crisanti. Luxottica ha poi aggiunto di essersi confrontata con le parti sociali per creare l’Osservatorio Nazionale Luxottica, con l’obiettivo di coinvolgere gli stessi dipendenti nella formulazione di nuove proposte in tema di sicurezza.

Test su base volontaria nella prima fase della sperimentazione

Da lunedì 11 maggio, quindi, Luxottica ha dato via alla sperimentazione del nuovo protocollo per la Fase 2, con l’effettuazione, in un primo momento su base volontaria, di tamponi ai dipendenti impegnati nelle sedi di Agordo, Sedico e Milano. Sarà coinvolto nella sperimentazione il personale che non potrà lavorare da casa. L’esito dei test sarà comunicato ai diretti interessati e al medico competente e in caso di positività sarà informata l’autorità sanitaria. L’iniziativa, è specificato nella comunicazione interna, sarà poi allargata a tutte le sedi sul territorio nazionale.


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