Fase 2, l’allarme della Fiavet: “Senza sostegni turismo in tilt”

Il turismo è in estrema sofferenza, gli imprenditori del settore hanno paura: "Il comparto così non può reggere"

Newsby Luca Leva 20 Maggio 2020

L’estate si avvicina ed è già allarme turismo. Il settore, che riveste una grande importanza nell’economia italiana, ha risentito moltissimo dell’emergenza coronavirus e delle restrizioni imposte in tutto il Paese. Per la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo (Fiavet) è molto più di un campanello d’allarme e servono contromisure immediate per evitare che il turismo vada in tilt.

“Pochissime prenotazioni”

“Le prenotazioni sono pochissime – racconta Ivana Jelinc, presidente della Fiavet – per lo più c’è una richiesta di informazioni. Le persone vogliono capire quali siano i luoghi più sicuri che possano ospitare i villeggianti. L’interesse è vivo e c’è curiosità ma di richieste un po’ più strutturate ne arrivano solo per la fine dell’anno”.

“Il turismo interno in condizioni normali copre circa il 45% dei movimenti complesssivi – continua Jelic – ma in queste condizioni il sistema non può reggersi solo con quello anche perchè, probabilmente, si muoverà solo il 20%, almeno secondo le stime che siamo riusciti a fare. Ci sono ancora tanti timori e difficoltà economiche: molte persone sono in cassa integrazione, molti hanno perso o perderanno il lavoro ed altri hanno già consumato il monte ferie durante il lockdown. Tutti questi elementi lasciano pensare che siano molto poche le persone che effettivamente potranno regalarsi una vacanza”.

“Per il turismo servono interventi incisivi”

Le prospettive, quindi, sono tutt’altro che rosee, come conferma la presidente della Fiavet: “Sarà una stagione molto difficile anche perché gli spazi saranno limitati dalle restrizioni e dalle linee guida per contrastare possibili contagi. In questo momento molte agenzie di viaggio hanno scelto di non riaprire fisicamente gli uffici, lavorano da casa per gestire le richieste. Servono sussidi e provvedimenti che possano garantire la sicurezza del nostro comparto”.

“Il comparto così non può reggere, c’è bisogno di interventi più incisivi – conclude Ivana Jelinc –. Se continuiamo così non andrà tutto bene. Il sistema in questo modo rischia seriamente di andare in tilt e non fra mesi, ma fra pochi giorni”.

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