Fase 2, a Milano Navigli quasi vuoti dopo gli assembramenti di giovedì sera

Intensificati i controlli. Soddisfatto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che aveva minacciato la chiusura della zona dei Navigli in caso di non miglioramento della situazione durante questa Fase 2 del Coronavirus

Navigli di Milano
Navigli di Milano
newsby Antonio Lopopolo9 Maggio 2020


A Milano i Navigli sono tornati a essere quasi deserti dopo il clamore suscitato dalle immagini di numerose persone presenti nella giornata di giovedì, a pochi giorni dall’inizio della Fase 2 del Coronavirus, e l’ultimatum del sindaco del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala, che aveva minacciato nuove chiusure nella mattinata di ieri. Nel tardo pomeriggio di venerdì 8 maggio lungo le rive dei canali sono stati presenti pochi passanti e molti agenti delle forze dell’ordine, in un’atmosfera che non sembrava essere molto diversa da quella degli ultimi due mesi di lockdown. Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha voluto fare un giro personalmente per verificare la situazione nella zona della movida milanese all’ora dell’aperitivo postando una foto sul suo profilo Instagram. “Navigli ora, meglio”, ha scritto Sala. “Grazie. E io mi prendo la responsabilità di fare di più sui controlli”.

La minaccia di Sala di chiudere i Navigli in questo inizio di Fase 2 ha funzionato

“Quando c’è da ringraziare i milanesi per il loro comportamento virtuoso io sono sempre il primo a farlo. E sono anche felice di farlo. Però ci sono dei momenti in cui c’è da incazzarsi, e questo è uno di quei momenti”, aveva dichiarato il sindaco Sala, che poi aveva rincarato la dose a proposito della gestione della Fase 2 da parte dei cittadini milanesi: “Le immagini di ieri lungo i Navigli sono vergognose. Per me è anche deprimente dover rispiegare la situazione, ma nel mio lavoro ci sono tante cose che si devono fare. Quindi ve lo ridico. Noi siamo in crisi, non solo dal punto di vista sanitario, ma siamo in una profondissima crisi socio-economica”.

Quindi l’annuncio sulle conseguenze dei recenti fatti: “Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. O le cose cambiano oggi o io domani come al solito sarò qui a Palazzo Marino e prenderò provvedimenti. Chiudo i Navigli e chiudo l’asporto. Poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non permette loro di vendere. E badate bene, non è un penultimatum. Questo è un ultimatum”. Insomma: alla fine le parole forti del primo cittadino sono servite affinché la situazione migliorasse.


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