Mappa Ecdc e zone a rischio: a cosa serve e come leggerla

La mappa Ecdc, aggiornata ogni giovedì, viene utilizzata agli Stati UE per prendere decisioni in merito alle restrizioni sui viaggi

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Mappa Ecdc e zone a rischio: a cosa serve e come leggerla
newsby Redazione12 Agosto 2021


L’Ecdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha inserito anche la Calabria nella lista delle Regioni in rosso. Così, il territorio si va ad unire alla lista che comprende: Toscana, Marche, Sicilia e Sardegna.

Come si legge la mappa dell’Ecdc

La mappa dell’Ecdc, pubblicata ogni giovedì, serve da riferimento agli Stati membri dell’Unione Europea per prendere decisioni in materia di restrizioni di viaggio. Questa è stata adottata dai membri dell’UE a partire dal 13 ottobre 2020 ed è stata modificata a fine gennaio e lo scorso 14 giugno.

I dati forniti dall’Ecdc si basano su quelli riportati dai singoli Stati membri e inseriti nel database del TESSy, il Sistema europeo di sorveglianza. I colori scelti per distinguere le diverse aree di rischio sono: verde, giallo, rosso e rosso scuro. I colori, seppur simili a quelli utilizzati in Italia, non hanno però alcuna corrispondenza con quelli del nostro Paese.

L’area in cui il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie inserisce le diverse Regioni dipende da due fattori: il tasso di notifica di nuovi casi a 14 giorni ogni 100mila abitanti e il tasso di positività nei test effettuati.

Le diverse zone di rischio, dal verde al rosso scuro

Una Regione entra in zona verde, ovvero senza limitazioni, quando il tasso di notifica a 14 giorni è inferiore a 50, con tasso di positività inferiore al 4%, o 75, con tasso di positivi inferiore all’1%.

La zona arancione, con possibile obbligo di test antigenico rapico o molecolare alla partenza, riguarda quelle Regioni in cui il tasso è inferiore a 50, con tasso di positività pari o superiore al 4%. Ma anche con tasso di notifica a 14 giorni pari o superire a 50, ma inferiore a 75, con tasso di positività superiore all’1%. Infine, per la zona arancione, l’Ecdc ha messo come riferimento anche il tasso a 14 giorni tra 75 e 200 con tasso di positività inferiore al 4%.

Per quanto riguarda invece l’area rossa, l’Ecdc ha istituito come soglia quella tra i 75 e i 200 casi notificati a 14 giorni con un tasso di positività pari o superiore al 4%. Una Regione, inoltre, può entrare nell’area con possibile obbligo di quarantena in mancanza di test anti Covid con tasso superiore a 200, ma inferiore a 500 casi ogni due settimane.

Infine, per le aree a maggior rischio, ovvero quelle rosso scuro, vengono sconsigliati i viaggi non essenziali e tampone e quarantena sono obbligatori. Qui l’Ecdc ha fissato come soglie di riferimento da non superare il tasso di nuovi casi a 14 giorni pari o superiore a 500 ogni 100mila abitanti.

L’ultima mappa dell’ECDC: solo Molisa e p.a. Bolzano in verde

Al momento, come detto, le Regioni nell’area rossa sulla mappa dell’Ecdc sono cinque: Calabria, Toscana, Sicilia, Sardegna e Marche. Le restanti, invece, si trovano in zona gialla, con qualche eccezione. Infatti, restano in verde il Molise e la provincia autonoma di Bolzano.

Per quanto riguarda invece il resto d’Europa, al momento si trovano in rosso scuro diverse Regioni. Tra queste: Spagna, la zona sud della Francia (Corsica compresa), nord dell’Irlanda e alcune isole della Grecia.


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