Covid, sale ancora l’Rt: cosa significa (e quando dobbiamo preoccuparci)

L’indice di trasmissibilità Rt sale a 1,57: la scorsa settimana era all’1,26. Sale anche l’incidenza, che supera la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti. Con altri parametri determinano le fasce di rischio

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newsby Alessandro Boldrini30 Luglio 2021


Crescono ancora l’incidenza e l’Rt del Covid-19 in Italia. Secondo l’ultima bozza del monitoraggio settimanale dell’Iss e del Ministero della Salute, infatti, i rispettivi valori sono saliti a 58 casi ogni 100mila abitanti e a 1,57. La scorsa settimana erano rispettivamente 41 e l’Rt a 1,26.

Ma di cosa si tratta? I due valori, che indicano la circolazione e la replicabilità del contagio, rientrano tra i parametri che il Governo utilizza per stabilire il cambio della fascia di rischio di una regione e le relative restrizioni. Gli altri sono le percentuali si occupazione e saturazione delle aree mediche e delle terapie intensive negli ospedali.

Differenze tra Rt e R0

A differenza dell’Rt, l’R0 (letto “erre con zero”) è il numero di riproduzione di base. Ossia indica la quantità di individui che, in media, vengono contagiati da una persona con una malattia infettiva. Il dato si calcola su una popolazione totalmente esposta alla malattia, cioè all’inizio di un’epidemia. L’Rt si calcola invece come differenziale sulla base del numero dei contagi avvenuti nei giorni precedenti.

E fondamentalmente restituisce una risposta pressoché immediata alle misure di contenimento e anti contagio in vigore. Dunque permette al Governo e alle autorità sanitarie di valutare l’efficacia nel tempo delle contromisure adottate. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, comunque, l’Rt “non è una pagella, ma un segnale da interpretare insieme agli altri dati”.

Gli altri fattori di rischio

Per questo è importante all’incremento di Rt e incidenza non si accompagni anche un aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri oltre le soglie d’allerta. Al momento, rileva la bozza del monitoraggio, nessuna regione e provincia autonoma supera la soglia critica, ma aumentano i ricoveri.

Il tasso di occupazione in intensiva è infatti stabile al 2%, con un lieve aumento nel numero di ricoverati che passa da 165 (20 luglio) a 189 (27 luglio). Il tasso di occupazione in aree mediche nazionale aumenta invece al 3%, rispetto al 2% di una settimana fa. Il numero di ricoverati è in aumento da 1.194 a 1.611.

L’importanza dei vaccini

Pertanto è necessario accelerare i tempi per raggiungere un’elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione per prevenire ulteriori recrudescenze, dovute soprattutto alle varianti del Covid-19. In particolare la variane Delta, la cui circolazione è in aumento in Italia ed è ormai prevalente. Questa, riporta l’Iss, ha portato a un aumento dei casi in Paesi con alta copertura vaccinale, perciò è opportuno un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi.


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