Covid, Rasi: “L’Italia rischia il ritorno in zona arancione”

Secondo il consulente scientifico del commissario straordinario per l’emergenza Covid, si tratta di un passaggio sempre più vicino, a causa del continuo aumento dell’occupazione dei posti ospedalieri

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newsby Alessandro Bolzani20 Dicembre 2021


L’Italia potrebbe essere vicina al ritorno in zona arancione. È quanto sostiene Guido Rasi, il consulente scientifico del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo. “Ci stiamo avvicinando, perché continua ad aumentare l’occupazione dei posti ospedalieri”, ha spiegato durante un’intervista a Mezz’ora in più, su Rai 3.

Rasi: “Essenziale fare subito le terze dosi”

È fondamentale dunque fare subito le terze dosi. I vaccini ci sono e la campagna sta procedendo bene, ma è una corsa contro il tempo. Speriamo che il sequenziamento del virus aumenti in modo sostanziale: solo questa attività ci dice esattamente quale tipo di variante abbiamo di fronte. Tuttavia, soltanto 70 laboratori contribuiscono alla piattaforma che l’Istituto Superiore di Sanità ha messo a disposizione e sono pochi per 60 milioni di italiani. Si raccolgono pochi dati e con lentezza. Rischiamo di sapere tardi la portata dell’andamento del virus, ritardando decisioni importanti”, ha spiegato Rasi. Parlando delle varianti, l’esperto ha spiegato che “Delta è in qualche modo sotto controllo, ma Omicron potrebbe sparigliare completamente le carte”.

La circolare del ministero della Salute

Nella circolare del ministero della Salute “Rafforzamento delle misure organizzative per la gestione dell’attuale fase epidemica” si legge che l’Italia si trova “in fase epidemica acuta, caratterizzata da un’elevata velocità di trasmissione del virus Sars-CoV-2 nella maggior parte del Paese”. Pertanto si raccomanda la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative per fronteggiare un eventuale incremento della domanda di assistenza sanitaria”. La circolare mette anche in guardia nei confronti di “ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione” della variante Omicron.

Nelle ultime otto settimane, sul territorio nazionale sono stati registrati rapidi incrementi dell’incidenza, che ha ormai raggiunto i 241 casi su 100.000, e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (9,6%) e nelle aree mediche (12,1%). Si mantengono stabilmente e significativamente al di sopra della soglia epidemica sia l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici (1,13) che l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09%)”.


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