Covid, quando perdiamo il gusto? | Le bevande che fanno capire se siamo positivi

Il contagio al Covid può cancellare i sapori, ma non tutti: ecco quali restano e quali sono un possibile indizio di positività al virus

Un bicchiere di vino bianco e uno di vino rosso
Foto | Newsby | PhotoMIX-Company
newsby Marco Enzo Venturini15 Aprile 2022


Come ormai è noto sin dallo scoppio della pandemia, uno degli effetti del Covid è quello di perdere i sensi di olfatto e gusto. Non riuscire più a distinguere i sapori, dunque, può essere un indizio per scoprire di essere positivi. E alcuni di essi rappresentano un indizio più affidabile di altri, in particolare a proposito delle bevande. Soprattutto alcooliche, ma non solo.

Ad analizzarli è stata Fiona Beckett, esperta scrittrice e giornalista gastronomica che vanta oltre venti libri su cibo e vino, e che oggi lavora anche per ‘The Guardian’. Rimasta positiva al Covid, lei stessa ha spiegato per il quotidiano britannico quali sapori scompaiono o si alterano a causa del contagio. Ecco dunque come capire se ci si trova nella stessa situazione.

Covid e bevande: i sapori che non scompaiono e quelli che cambiano

L’analisi della scrittrice britannica ha riguardato in particolare vini e bevande alcooliche, alcune delle quali non cambiano sapore anche in presenza di Covid. Altre, invece, provocano un effetto completamente distorto al palato. Senza dimenticare quelle che, invece, il nostro gusto semplicemente non riesce a percepire. In quanto esperta, l’autrice dell’articolo ha passato in rassegna tutti questi effetti del contagio.

Due calici di vino rosso
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Secondo Fiona Beckett, parlando di vini, sono soprattutto i rossi a dare il maggior numero di problemi. Più invecchiati sono, in particolare se in botti di rovere, maggiore sarà il rischio che risulteranno disgustosi al nostro palato. Se positivi al Covid, infatti, potremmo sentirli amari o addirittura catramosi. Il sapore di vini rossi più delicati, invece, semplicemente scompare. Tutt’altro risultato per i bianchi, che anche dopo il contagio riusciamo comunque a distinguere.

Proprio le note di amaro rappresentano una buona cartina al tornasole, perché il contagio da Covid non le cancella. Quindi se si è già positivi, si potranno gustare senza problemi bevande che sono amare anche normalmente (come acque toniche, aranciate, i tanti gin che includono agrumi, ma anche whisky sour, margarita o mojito). Riguardo alle birre, invece, quella dal sapore meno alterata è la lambic, o birra acida. Ribaltando il concetto, sentire correttamente i sapori di tutte queste bevande non è sufficiente ad avere la certezza di essere negativi.

Un bicchiere di birra
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Discorso leggermente diverso, infine, per l’aceto. Anch’esso ha infatti note decisamente amare, che anche se si è positivi al Covid riusciremo a percepire. Secondo l’esperta britannica, però, il nostro palato potrebbe percepire l’aceto meno aspro. E questo potrebbe farci rizzare le antenne se abbiamo il dubbio di avere un contagio in corso.


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