Coronavirus, quali sono i 4 scenari per affrontare la pandemia

Attualmente il Paese è nello Scenario 2, ma si teme di arrivare in poco tempo al 4, quello più grave. Ecco le loro caratteristiche

Coronavirus
newsby Francesco Lucivero30 Ottobre 2020


Quattro scenari per affrontare la pandemia di coronavirus. È, in estrema sintesi, quanto emerge da uno studio di 129 pagine pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, che descrive in che maniera e con quali misure affrontare una risalita dei contagi nei prossimi mesi. Un documento indispensabile per capire a che punto si trova il nostro Paese e quali potrebbero essere, secondo le indicazioni dell’Iss, le misure da adottare per rallentare la curva dei contagi e invertire una tendenza che sta portando ad oltre 20mila nuovi positivi al coronavirus ogni giorno.

I quattro scenari: di cosa si tratta

“Prevenzione e risposta a Covid-19, evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-inverno”. Questo è il titolo dello studio pubblicato da Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con Protezione civile, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Areu-118 Regione Lombardia, Aifa, Istituto ‘Spallanzani’ e Università Cattolica del Sacro Cuore. Il documento individua quattro scenari fondandosi sul calcolo dell’indice Rt, che individua la riproducibilità del virus. In parole molto semplici, quante persone possono essere contagiate da ciascun caso di infezione.

Scenario 1

La trasmissione del Covid-19 resta localizzata. Sono presenti focolai e un maggior numero di contagi rispetto a luglio e agosto, l’indice Rt regionale è maggiore di 1 (sotto l’unità è da considerarsi, in linea teorica, sotto controllo). L’incidenza dei nuovi casi, rapportati a 100mila abitanti, è bassa. Non è necessario applicare regole fortemente restrittive, resta comunque la necessità di indossare le mascherine e garantire il distanziamento sociale.

Scenario 2

Il secondo scenario vede la trasmissione del virus diffusa ma al contempo gestibile. L’indice Rt si attesta fra 1 e 1,25. Attualmente l’Italia è in questa fase, con un impatto maggiore delle chiusure ma ancora nessun lockdown generale. Nell’ultimo monitoraggio, il nostro Paese aveva un indice Rt di 1,06. Nessuna delle venti regioni (considerando anche le Province autonome di Trento e Bolzano) superava quota 1,25.

Scenario 3

Nel terzo scenario il virus riprende a diffondersi in maniera rapida. Si torna a temere per la tenuta delle strutture sanitarie, si rendono necessarie misure più aspre a livello di chiusure e coprifuoco. Possibili criticità a livello nazionale. L’indice Rt oscilla fra 1,25 e 1,5.

Scenario 4

Questo è lo scenario peggiore, quello in cui l’andamento dei contagi sfugge al controllo e l’indice Rt supera quota 1,5. È quanto accaduto nei mesi primaverili: in Lombardia, la regione più colpita, l’indice Rt arrivò a sfiorare addirittura quota 3. Per superare lo scenario più grave l’Iss prospetta il lockdown generale per tornare a frenare la risalita dei contagi.

Immunità soltanto con il vaccino

Per l’Istituto Superiore di Sanità l’unica possibilità di raggiungere l’immunità della popolazione è il vaccino, per il quale in tutto il mondo si corre letteralmente contro il tempo. Solo così si potrà ricostruire sulle ‘macerie’ di una pandemia che sta avendo violente ripercussioni non soltanto sulle strutture sanitarie in Italia e nel mondo, ma anche sulla tenuta economica dei Paesi più colpiti. Consapevoli, infine, che sarà necessario preparare istituzioni e popolazioni ad eventualità del genere, con la speranza che emergenze di questa portata possano non ripetersi mai più.


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