Coronavirus, infermiera positiva: “Mi costringono ad andare in ospedale a fare tampone”

"Non è giusto, sono obbligata uscire e devo tornare a lavorare perché se no non guadagno"

newsby Sara Iacomussi29 Aprile 2020


Positiva al coronavirus ma costretta a recarsi in ospedale per effettuare il tampone. E’ questa la storia di un’infermiera di Torino, che sta aspettando di capire se può tornare a lavorare, ma che si trova nella situazione paradossale di doversi recare lei in ospedale. “Non è giusto perché non devo essere obbligata a uscire per poter tornare a lavorare, quando c’è bisogno che io torni a lavorare. Sono costretta a farlo anche se mi rendo conto che è sbagliato”, racconta.

Oggi la medicina del lavoro mi ha detto che devo andare io, in ospedale, come tutti i miei colleghi positivi, per fare il tampone lì, con tutte le precauzioni – spiega ancora l’infermiera -. L’iter da seguire dovrebbe essere quello di chiamare i numeri del territorio e richiedere il tampone a casa, ma è una procedura che non è così veloce e io voglio tornare a lavorare, perché servo e perché non sono dipendente ma libera professionista e se non lavoro non guadagno“.


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