Coronavirus, Borrelli: “Record di guariti dall’inizio dell’emergenza”

Il capo della Protezione Civile nel bollettino del 17 aprile: "25.786 persone sono ricoverate con sintomi, -1.107 pazienti: il dato più basso dal 27 marzo"

Coronavirus, Borrelli:
Coronavirus, Borrelli: "Record di guariti dall'inizio dell'emergenza"
newsby Redazione17 Aprile 2020


Il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha analizzato i numeri relativi all’emergenza coronavirus nel corso della conferenza stampa del 17 aprile. “Il totale delle persone attualmente positive è di 106.962, con un incremento di 355 rispetto a ieri. Prosegue il calo della pressione sulle strutture ospedaliere: ad oggi sono 2.812 i pazienti in terapia intensiva, con una diminuzione di 124 rispetto a ieri”.

E ancora: “25.786 persone sono ricoverate con sintomi, -1.107 pazienti: il dato più basso dal 27 marzo. Il 73% dei positivi sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I deceduti oggi sono 575, mentre il numero dei guariti sale a 42.727: +2.563, il numero più alto in assoluto dall’inizio dell’emergenza“, le sue parole.

Coronavirus, Locatelli: “Pressione alleggerita sulle terapie intensive”

Al capo della Protezione Civile ha fatto eco il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, che ha analizzato la situazione delle terapie intensive. “Se torniamo indietro di due settimane, al 3 aprile, il numero di ricoverati in terapia intensiva era di 4.063 pazienti. Oggi questo numero è sceso a poco più di 2.800: questo dà un’idea di quanto si sia alleggerita la pressione”. E ancora: “Prima il numero di posti in terapia intensiva era pari a 5.000, quindi con più di 4.000 pazienti Covid era difficile garantire adeguata assistenza anche agli altri pazienti“, ha aggiunto.

“Diffusione contenuta nel centrosud, dato solido”

Il presidente del CSS ha poi analizzato i dati sulla diffusione del contagio da coronavirus nel centrosud. “Essere riusciti a impedire la diffusione del contagio nelle regioni del centro sud è un dato ormai solidamente corroborato dall’evidenza dei numeri: anche oggi ben 13 tra Regioni e Province autonome hanno un numero di decessi inferiore a due cifre, addirittura due Regioni senza casi fatali“, ha aggiunto Locatelli.


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