Congo, operatore umanitario:
“I pericoli di un Paese dimenticato”

"Attacco non è novità, mi suscita ricordi e rabbia perché nessuno ne parla"

newsby Giulia Torbidoni25 Febbraio 2021



La Provincia del Nord Kivu, dove si è verificato l’agguato in cui hanno perso la vita Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci, è nota ormai da anni per la sua pericolosità. A raccontare le insidie di quel territorio è Andrea Marelli, un infermiere che dal 2007 a oggi ha svolto varie missioni umanitarie, perlopiù in Africa. Dal 2013 al 2016 ha lavorato come operatore umanitario nella Repubblica democratica del Congo con la Croce Rossa Internazionale.

La situazione in Congo

Quando ho lavorato a Goma ho percorso spesso quelle strade per poter evacuare i feriti verso l’ospedale in cui lavoravo“, ha spiegato Marelli. “Per noi attori umanitari percorrerle è sempre stata una fonte di preoccupazione perché, sebbene fossimo sempre in contatto con tutti gli attori presenti sul campo, ci sono fattori che è difficile controllare: dal banditismo ai gruppi armati che sfuggono al controllo dei loro capi. In Congo ho visto migliaia di feriti e la notizia dell’attacco di lunedì ha riportato a galla tanti ricordi ed emozioni. Ma mi ha suscitato anche rabbia perché quello che avviene è terribile e dimenticato. Fa piacere sapere che l’Italia fosse rappresentata da Luca Attanasio, una persona così sensibile alla sofferenza della gente in un Paese dimenticato“. Ha concluso l’operatore umanitario.


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