Come sbloccare il Green pass una volta tornati negativi

Covid, Super Green Pass
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newsby Francesco Lucivero3 Gennaio 2022


Con il sensibile rialzo della curva pandemica registrato nel mese di dicembre e, in particolare, a cavallo dei giorni fra Natale e Capodanno, sempre più persone si sono viste revocare temporaneamente il Green pass dopo un tampone dalll’esito positivo. Per venire incontro alle migliaia di persone che hanno necessità immediata di sblocco della certificazione, le ultime disposizioni del governo ne hanno alleggerito la procedura di sblocco. Vediamo insieme come funziona.

Green pass, non serve più il certificato di guarigione

Una volta confermata la positività attraverso il test antigenico o molecolare, questa viene registrata sulla Piattaforma nazionale DGC, che genera la revoca del Green pass comunicandola anche al Gateway Ue. La persona positiva riceve una comunicazione in merito via mail o sms.

Secondo le regole disposte dal governo, al termine del periodo obbligatorio di quarantena basterà un tampone negativo per sbloccare automaticamente il Green pass sospeso. Non bisognerà dunque più inviare l’esito del test al proprio medico di base perché quest’ultimo produca il certificato di guarigione. In caso di negatività, sarà dunque ancora il “cervellone” della Piattaforma nazionale a registrare la negatività del paziente e a riattivare il Green pass. Anche lo sblocco della certificazione, così come avvenuto per la revoca, sarà opportunamente comunicato via messaggio o posta elettronica.

È bene ricordare che, secondo quanto indicato dal Ministero della Salute lo scorso 30 dicembre, il periodo di quarantena al termine del quale effettuare un tampone per verificare la negatività è di sette giorni dalla prima positività per gli asintomatici (devono non presentare sintomi almeno dal quarto giorno dopo il tampone positivo) e dieci giorni per chi presenta sintomi.

Nel frattempo mezza Italia è in zona gialla

Intanto la prima settimana dell’anno nuovo si apre con l’ingresso in zona gialla di Lazio, Lombardia, Piemonte e Sicilia. Sono dunque undici le aree amministrative ad aver superato la soglia che le costringe ad abbandonare la zona bianca: assieme alle regioni divenute “gialle” oggi ci sono la Provincia autonoma di Bolzano, la Calabria, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, le Marche, la Provincia autonoma di Trento e il Veneto.

A livello di regole, in realtà, non cambia nulla. La differenza fra zona gialla e zona bianca riguarda infatti l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Una regola già disposta dal decreto Natale fino al prossimo 31 gennaio.


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