Cannabis, Sardine in piazza per legalizzarla: “Una battaglia di civiltà”

Cannabis che "non è più una sostanza controllata a livello internazionale", sottolinea l'associazione Luca Coscioni. Jasmine Cristallo: "L proibizionista, colpisce tanti malati"

Newsby Emanuele De Lucia 13 Giugno 2021

Il movimento delle Sardine è sceso in piazza Santissima Annunziata a Firenze per richiamare l’attenzione sulla legalizzazione della cannabis. Hanno distribuito piantine legali per il livello di Thc e promosso un dibattito insieme al movimento Meglio Legale e l’associazione Luca Coscioni.

Sardine: “Attuale legge cannabis è proibizionista”

Così Jasmine Cristallo del movimento delle Sardine: “Questo è un tema che mi fa particolarmente soffrire. Noi siamo convinti che sia una battaglia di civiltà. Cosa c’è che non va nell’attuale legge sulla cannabis? È proibizionista, e conduce a pratiche inconcepibili in un Paese che si possa definire civile. Getta per esempio lo stigma dello spacciatore su ragazzi non in grado di gestirlo. Punisce poi i piccoli consumatori e si abbatte anche su tanti malati che avrebbero bisogno di questa sostanza per soffrire di meno“.

Si abbatte anche sui giovani imprenditori che avrebbero potuto fare impresa attraverso questo genere di coltivazione. Tantissimi sono i giovani italiani che poi aprono queste attività in altre zone d’Europa, perché in Italia il tema della cannabis è sempre osteggiato – ha attaccato ancora Jasmine Cristallo –. Noi non possiamo accettare che non si possa intavolare un dibattito serio che possa consentire di togliere spazio alle mafie“.

L’associazione Luca Coscioni: “Si giunga a veloce decisione”

Il presidente dell’associazione Luca Coscioni, Marco Perduca, ha aggiunto: “Ci sono una serie di proposte di legge in Commissione Giustizia. Dalla prossima settimana dovrebbero riprendere a discuterne. Non si perda tempo, bisogna giungere a una decisione finale. Bisognerebbe legalizzare, o meglio togliere tutte le sanzioni amministrative e penali per la coltivazione domestica di cannabis. Questo non deve portare la gente all’interno di un circuito penale“.

Questo va fatto indipendentemente dai motivi. Perché ormai la cura o l’autocura, o anche il fatto di rilassarsi potrebbe essere inteso come un benessere equiparabile a un trattamento di livello sanitario. Poi ci sarebbe da insistere perché dopo la decisione delle Nazioni Unite del dicembre 2020, la cannabis non è più una sostanza controllata. E allora se non è controllata a livello internazionale, a livello nazionale vanno ulteriormente rilassate le pene“, ha concluso Perduca.

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