Berlusconi, Zangrillo rivela: “Temeva che la situazione sfuggisse di mano”

Il primario di Anestesia e Rianimazione del San Raffaele sul ricovero dell'ex premier: "Era emozionato, provato, forse un po' spaventato"

Berlusconi, Zangrillo rivela:
newsby Francesco Lucivero15 Settembre 2020


Berlusconi era emozionato, provato e forse anche un po’ spaventato. L’evoluzione della malattia non lascia scampo se si perde del tempo. Credo che lui, questa volta, abbia avuto voglia di dirmi che stava vivendo qualcosa che lo preoccupava veramente. Queste le rivelazioni, rilasciate nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, del professor Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, all’indomani delle dimissioni dal nosocomio milanese dell’ex presidente del Consiglio dopo dieci giorni di ricovero per curare il coronavirus.

Zangrillo: “Berlusconi razionale, ha percepito l’evoluzione della malattia”

Zangrillo ha chiarito per quale motivo Berlusconi fosse stato ricoverato il 4 settembre, mentre ventiquattr’ore prima si parlava di lievi sintomi. “Mi ricordo benissimo, anche perché sono passati pochi giorni, di aver visitato il presidente Berlusconi e di essermi reso conto che c’era una evoluzione strana, veloce, repentina, però suggestiva e che dovevo approfondire – ha affermato il medico -. Il primo vero grande problema che ho dovuto affrontare era quello di obbligare un paziente che si sentiva ancora bene a ricoverarsi in ospedale”.

Il leader di Forza Italia aveva quindi scelto di affidarsi a Zangrillo, accettando il ricovero. “Berlusconi è un uomo molto razionale – ha detto il primario -: se c’è una terapia esatta è il primo a capirlo. L’evoluzione di una malattia infettiva, se non c’è una terapia specifica, può sfuggire di mano, prendere una piega diversa, presentare un quadro clinico molto negativo. Questo tipo di percezione lui l’ha avvertita”.

“Altissima carica virale ma corretta risposta immunitaria”

Il medico ha anche parlato della visibile emozione di Berlusconi davanti ai cronisti all’uscita dal San Raffaele. Lo stesso ex premier ha parlato di come il ricovero per il contagio da Covid-19 fosse stato molto probante. “Lo leggo a vari livelli nelle sfaccettature che questa malattia presenta – ha spiegato Zangrillo -. Anche chi ha mantenuto un comportamento razionale, molto freddo, ha avuto dei momenti di solitudine e non sapeva con cui sfogarsi”.

“Io ho sempre dolorosamente in mente l’evoluzione dei quadri clinici di marzo e inizio aprile, il mio timore era che anche in questo caso potesse evolversi in questo modo – ha aggiunto -. Parliamo di un individuo di 84 anni, con una carica virale elevatissima: ci si può aspettare che il quadro clinico possa evolversi in maniera negativa. Fortunatamente non è stato così perché c’è stata una corretta risposta immunitaria. Se ci sono state incomprensioni? No, sono stato rigoroso”.

Il medico torna sulle sue dichiarazioni controverse: “Nessun negazionismo, ma no all’isteria”

Zangrillo è assurto agli onori della cronaca nelle ultime settimane per le sue dichiarazioni considerate giustificative del comportamento ‘negazionista’ di una parte della popolazione e per aver curato, in prima persona, personaggi come lo stesso Berlusconi e Flavio Briatore, tanto da guadagnarsi l’appellativo di ‘medico dei Vip’. Egli stesso, però, rivendica il diritto di spiegare: “Tanti amici ‘mi incolpano’ di questo mollare gli ormeggi. Io ho le spalle larghe, accetto le accuse ma nessuno si può permettere di pensare che io e tanti miei colleghi, che abbiamo vissuto il dramma della prima e speriamo unica ondata, usiamo leggerezza”.

Il virus c’è, il virus esiste, ci ha dimostrato di essere molto contagioso e ci sta prendendo il giro, perché vince sul tampone – ha affermato con decisione il primario -. Medico dei Vip? È la solita fastidiosa domanda, ma da un certo senso è legittima. Io capisco, sopporto e comprendo che possa essere in qualche modo identificato così, ma il 99% della mia vita è fatta di tanti ‘Mario Rossi’.

Sui comportamenti da tenere per limitare i contagi Zangrillo ribadisce la sua posizione: “L’attenzione deve restare alta, anzi altissima. Ma non dobbiamo confondere l’attenzione con l’isteria. Alla fine è peggiore il danno che si fa bloccando tutto o il problema che posso produrre se c’è qualche contagio in più? Non abbiamo ancora capito quando tutto questo finirà, ma finirà prima se tutti saremo bravi. Siamo stati noi stessi, poi, i primi a postulare un acronimo, POST, cioè prudenza, osservazione, sorveglianza e tempestività: questi sono i cardini della convivenza con il virus“.

In chiusura, il medico ha commentato brevemente la recente imitazione da parte del comico genovese Maurizio Crozza: “Mi piace, ho sempre stimato Crozza, la sua imitazione è veramente bella”.


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