Addio a Sandro Petrone, storico volto del Tg2: aveva 66 anni

Il giornalista napoletano è scomparso la notte scorsa per un tumore ai polmoni. È stato inviato di guerra, nonché esponente musicale del cantautorato partenopeo

Sandro Petrone
Sandro Petrone
newsby Lorenzo Grossi15 Maggio 2020


Lutto nel mondo del giornalismo. Nella notte scorsa è scomparso il giornalista napoletano Sandro Petrone, storico volto del Tg2. Aveva compiuto 66 anni a febbraio e non era riuscito a sconfiggere la sua lunga battaglia con un tumore ai polmoni, che lo aveva colpito subito dopo la sua lunga attività con la Rai da inviato speciale di guerra in tutto il mondo. Sandro Petrone aveva iniziato la sua attività professionale con esperienze nelle primissime radio private. Arrivò come praticante nel 1985 dal Giornale di Napoli diretto da Orazio Mazzoni nella redazione spettacoli. Dal 1987 sviluppò la sua esperienza nella Telemontecarlo dei brasiliani (Rede Globo) come reporter di guerra. Dal 1993 venne assunto in Rai dove si mostrò per le proprie qualità di inviato e successivamente di conduttore del Tg2.

Non solo giornalismo: Sandro Petrone era stato anche un cantautore

Come inviato è stato il primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, dalla ex Jugoslavia, dal Kosovo, dall’Iraq. Suoi i servizi del Tg2 dagli Usa sugli attentati dell’11 settembre 2001 e da Madrid su quelli dell’11 marzo 2004. Autore anche di programmi televisivi, di documentari e di interessanti inchieste e reportage, la sua grande passione coltivata sin da ragazzo è sempre stata la musica. Fu esponente della corrente culturale musicale partenopea cosiddetta Vesu-wave, legato al movimento dei cantautori italiani. Ha pubblicato infatti anche un album “Last call – note di un inviato”. Dopo aver lasciato in gioventù la sua attività di cantautore affianco a Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele e del suo amico di sempre Tony Cercola, ha continuato a scrivere canzoni, quasi sempre ispirate a fatti di cronaca. Ha raccolto canzoni in un cd intitolato “Blues in blu”, legandosi alle avanguardie e promuovendo glie sperimenti dei giovani musicisti italiani.

Sandro Petrone lascia un ricordo indelebile di grande giornalista e di un professionista con tanta umanità. “Era orgoglioso e appassionato del suo lavoro. Sempre gentile. Pronto a partire. Un professionista che amava la tv, amava la Rai, credeva nel Servizio Pubblico”. Così in una nota il ricordo dell’Esecutivo Usigrai. Il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano, ha commentato così la sua morte: “Una grave perdita per il giornalismo, un esempio per tutti. Io ricordo Petrone come un grandissimo professionista, una persona puntuale, innamorata di questo mestiere che in ogni cosa che faceva metteva entusiasmo della prima ora. Per lui il giornalismo non è mai stato una routine”, osserva Sangiuliano, “ma una ricerca attenta e un’indagine permanente della realtà”. “Addio a Sandro Petrone, una vita trascorsa al Tg2 Rai prima come inviato nei teatri di guerra internazionali poi capo della redazione esteri. Era anche musicista. Aveva dedicato album alla sua malattia: SoloFumo. Lo presentò a Sanremo nel 2018». Così il Tg2 sul suo profilo Twitter.


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