Sport, firmato il Testo unico di riforma: ma in diversi protestano

Sport e futuro delle varie discipline al centro del Consiglio nazionale del Coni. Ma se il presidente Malagò si dice soddisfatto, le polemiche non mancano

newsby Andrea Corti23 Settembre 2020



Giornata importante per lo sport nazionale. A Roma si è infatti tenuto il Consiglio nazionale del Coni, durante il quale è stato approvato un documento a larghissima maggioranza in merito al Testo unico di riforma dello sport. E l’esito del summit ha generato la grande soddisfazione del presidente del Coni, Giovanni Malagò.

Il livello è stato altissimo – ha rilevato –. C’è una volontà assoluta non di scontrarsi ma di confrontarsi. Nel Testo unico tante cose vanno bene, su altre invochiamo il rispetto dell’autonomia e della Carta Olimpica. Ci sono state poche astensioni, è un bel segnale di quasi unanimità. Ci sono le possibilità di trovare una sintesi, una soluzione nell’interesse di tutti“.

Testo unico sport: c’è chi dice no


Diverse però le voci di dissenso. Una di queste è quella di Gianni Petrucci, a sua volta ex numero uno del Coni e oggi alla guida della Federbasket, di cui è presidente. “Non accettiamo un documento non applicabile. Si sta esagerando, siamo sempre offesi sul piano personale. E’ giusto che lo Stato si occupi dello sport, ma deve farlo in un modo in cui le federazioni siano aiutate. Bisogna avere conoscenza del mondo sportivo per riformarlo“, le sue dure parole.


Linea sposata anche dal presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, che ha deciso di astenersi nella votazione del documento comune votato dal Consiglio nazionale del Coni. “Perché l’astensione? Non ci si può sempre opporre alla riforma del mondo dello sport senza mai avere una proposta. E’ per cercare di stimolare l’ente a cominciare a proporre. Un dovere oltre che un diritto dell’ente“, ha spiegato.

Riapertura stadi: vista dal Coni dal ministero


Uno dei temi più caldi emerso nella riunione del Consiglio nazionale del Coni è quello della riapertura degli stadi. E sull’argomento è intervenuto con parole chiare Malagò: “È un discorso che deve andare progressivamente a crescere. Siamo partiti con 1.000 persone. Quello che si deve evitare che non ci siano 10 leggi diverse per 10 impianti diversi in 10 regioni diverse su 10 sport diversi. Questo ha alimentato un po’ di disordine“.


Degli stadi ha peraltro parlato anche il ministro per lo Sport, Vincenzo Spadafora, intervenendo alla Camera dei Deputati durante un Question Time: “La novità di queste ore è che ieri abbiamo tenuto un incontro col presidente Bonaccini e con tutte le rappresentanze delle altre discipline. Non solo il calcio“.

In questa occasione – ha spiegato Spadafora – abbiamo condiviso la necessità di un protocollo che dovrebbe essere approvato domani all’unanimità dalla Conferenza Stato-Regioni. Sarà quindi sottoposto venerdì al Cts, per la riapertura graduale in sicurezza di tutte le competizioni sportive. Dalle serie principali a quelle minori“.


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