Clima, Legambiente: in Italia 254 eventi estremi nel 2022: +27% sul 2021

Lo evidenzia il report "Il clima è già cambiato" dell'Osservatorio ClimaCittà 2022, presentato oggi in occasione della chiusura della Cop27. Legambiente chiede al governo di intervenire con piani strutturati

Un'inondazione
Foto Unsplash | Phillip Flores
newsby Jennifer Caspani18 Novembre 2022


Nella lotta alla crisi climatica da troppi anni l’Italia sta dimostrando di essere in ritardo. Continua a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione“. Lo ha riferito il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, commentando il report “Il clima è già cambiato” dell’Osservatorio CittàClima 2022 realizzato dall’associazione con il contributo del Gruppo Unipol, e presentato oggi, 18 novembre, in occasione della chiusura della Cop27. Dal rapporto è emersa una situazione definita “preoccupante” da Legambiente: i fenomeni metereologici estremi in Italia sono in aumento a causa della crisi climatica. Nei primi 10 mesi del 2022, considerando dati parziali, se ne sono registrati 254, il 27% in più rispetto a tutto il 2021.

Legambiente: “Numeri preoccupanti anche sul lungo periodo”

Dati “preoccupanti” sono emersi anche sul lungo periodo. Dal 2010 al 31 ottobre 2022 nella Penisola sono stati registrati 1.503 eventi estremi, con 780 comuni colpiti e 279 vittime. Le Regioni più colpite sono state la Sicilia, con 175 eventi estremi, la Lombardia (166), il Lazio (136), la Puglia (112), l’Emilia-Romagna (111), la Toscana (107) e il Veneto (101).

Dal 2010 529 casi di allagamenti da piogge intense

Nel dettaglio, il report evidenza che uno degli elementi di disturbo principali sono state le piogge intense. Su 1.503 fenomeni estremi dal 2010, 529 sono stati casi di allagamenti da piogge intense, che diventano 768 se si considerano anche gli effetti collaterali di altri eventi estremi, come ad esempio esondazioni e grandinate. Si sono, inoltre, verificati 531 casi di stop alle infrastrutture, con 89 giorni di blocco di mezzi di trasporto, come metropolitane e treni urbani, e 387 eventi con danni causati da trombe d’aria.

Colpite in particolare le grandi città

I fenomeni metereologici estremi hanno colpito in particolare le grandi città. A Roma si sono verificati 66 eventi estremi, di cui sei soltanto nel 2022. Oltre la metà hanno riguardato allagamenti a seguito di piogge intense. A Bari, invece, sono stati registrati 42 fenomeni estremi, di cui 20 sempre nell’ambito di allagamenti per precipitazioni e 17 per trombe d’aria. Seguono Agrigento, con 32 casi di cui 15 allagamenti, e Milano, con 30 eventi e almeno 20 esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro.

Legambiente: “Aggiornare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”

A fronte dei numeri emersi, Legambiente chiede al Governo Meloni e al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che venga aggiornato e approvato entro la fine dell’anno il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), rimasto in bozza dal 2018. Attualmente, ha sottolineato l’associazione, 24 Paesi europei hanno adottato un piano nazionale o settoriale di adattamento al clima. “Grande assente l’Italia che per altro in questi ultimi 9 anni ha speso 13,3 miliardi di euro in fondi assegnati per le emergenze meteoclimatiche“, ha riferito Legambiente, per poi sottolineare come la media sia di “1,48 miliardi all’anno per la gestione delle emergenze, in un rapporto di quasi 1 a 4 tra spese per la prevenzione e quelle per riparare i danni”.

“L’Italia non ha una strategia chiara di prevenzione”

L’Italia continua a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione, che permetterebbe di risparmiare il 75% delle risorse economiche spese per i danni provocati da eventi estremi, alluvioni, piogge e frane, e non approva il Piano nazionale di adattamento al clima, dal 2018 fermo in un cassetto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica“, ha commentato il presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani.È fondamentale approvare entro fine anno il Piano, ma anche definire un programma strutturale di finanziamento per le aree urbane più a rischio, rafforzare il ruolo delle autorità di distretto e dei comuni contro il rischio idrogeologico e la siccità, approvare la legge sul consumo di suolo, e cambiare le regole edilizie per salvare le persone dagli impatti climatici e promuovere campagne di informazione di convivenza con il rischio per evitare comportamenti che mettono a repentaglio la vita delle persone“, ha concluso.


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