“Rischio boom tamponi anti-Covid
con i vaccini antinfluenzali”

L'allarme viene lanciato dai medici di base. Il Dr. Alfieri condanna l'ambiguità dei messaggi comunicati alla popolazione e spiega: chi farà i vaccini dovrà quasi certamente poi essere sottoposto ai tamponi

newsby Andrea Eusebio21 Ottobre 2020



Il Dr. Domenico Alfieri, medico di base a Milano, lancia l’allarme in piena emergenza Covid: “C’è troppa confusione sui vaccini antinfluenzali”. Una netta presa di posizione su un argomento che, anziché alleggerire il peso del nuovo dilagare del virus sulla sanità, rischia invece di ottenere l’effetto opposto. Un proliferare di richieste per sottoporsi a tamponi appena dopo aver eseguito il vaccino contro l’influenza stagionale. È lo stesso medico a spiegarlo: “Molti pazienti pensano che sottoporsi ai vaccini antinfluenzali protegga in qualche modo anche dal Covid. È una stupidata. Non solo: le vaccinazioni, si sa, comportano la comparsa di lievi sintomi nei giorni successivi, pensate a quante persone chiederanno quindi di sottoporsi ai tamponi e a quanti medici saranno costretti a prescriverli”. Un vero e proprio dramma, se pensiamo che già ora assistiamo a code infinite di gente in attesa di essere tamponata e i laboratori di analisi ormai saturi.

“I vaccini antinfluenzali danno certezza su diagnosi da Covid? Stupidata”

Il Dr. Alfieri rincara poi la dose sull’ambiguità dei messaggi recapitati alla popolazione e spiega chiaramente il seguente concetto. “Addirittura c’è chi pensa che sottoporsi a vaccino antinfluenzale dà modo di avere maggior certezza della diagnosi da Covid-19 al momento della comparsa dei sintomi che accomunano il virus alla normale influenza di stagione. È un’altra enorme stupidata”, dichiara senza troppi giri di parole il medico di base. “Paradossalmente – rivela il medico – eravamo meno sotto stress durante il lockdown rispetto ad ora, almeno agivamo in un contesto chiaro seppur drammatico. I miei pazienti ora mi contattano per chiedermi dell’app Immuni. C’è grande confusione sulla proroga delle ricette scadute, per non parlare delle scuole che non si fidano di quanto dichiarato dagli studenti. Si riversa su di noi un impegno burocratico enorme che ci toglie tantissimo tempo da dedicare alla salute delle persone che seguiamo”.


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