L’alleato nella lotta al Covid deriva dal colesterolo: la scoperta italiana

Uno studio coordinato dalla start-up Panoxyvir di Torino dimostra l'efficacia della molecola 27OHC: "Meglio non puntare solo sul vaccino"

newsby Redazione21 Agosto 2020



Il colesterolo crea solo problemi? Naturalmente i danni per l’eccesso di lipoproteine LDL (il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’) possono essere anche molto gravi per l’uomo, ma uno studio dimostra che proprio un derivato fisiologico del colesterolo, la molecola 27OHC, può rivelarsi un alleato importante nella lotta al coronavirus. Questa, infatti, sarebbe capace di bloccare la replicazione del Covid-19. Ad effettuare la ricerca la start-up Panoxyvir di Torino, in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca e con il Centro di Ingegneria genetica e biotecnologia di Trieste.

La ricerca sulla molecola 27OHC nata per combattere il raffreddore comune

A presentare la particolare scoperta è il professor Giuseppe Poli dell’Università di Torino, fondatore di Panoxyvir con i virologi David Lembo e Andrea Civra. “La molecola 27OHC, fisiologica e presente nel nostro organismo, dimostra le caratteristiche di un antivirale ad ampio spettro – spiega -. Con le difficoltà di distinguere tra malattie respiratorie causate da agenti diversi, avere un prodotto capace di colpire più tipologie di virus sarebbe ottimo”.

“Quando abbiamo iniziato, come Panoxyvir, ad occuparci della ricerca, il nostro obiettivo era combattere il virus del raffreddore comune – aggiunge il ricercatore -. Immaginiamo l’inverno: ci sono molte malattie respiratorie, quest’anno sarà difficile distinguere subito una malattia da un’altra. In questo senso, sarebbe ottimo avere un prodotto che le colpisce tutte, o perlomeno più di una“.

“Bene il vaccino, ma nella lotta al coronavirus bisogna ragionare in prospettiva”

Uno spray nasale è l’applicazione farmacologica più plausibile, una possibile terapia complementare all’atteso vaccino: “Potrebbe arrivare prima? Benissimo: dobbiamo però vedere come funzionerà la distribuzione a miliardi di persone, e già con i tamponi adesso ci sono tante difficoltà. Occorre anche uno sguardo di prospettiva – sostiene il professor Poli –, rispetto al vaccino che risolverebbe il problema subito.– Quella del Covid è la terza epidemia di coronavirus in meno di vent’anni. Potrebbero seguirne altre: chi può dire che non arriveranno?”.


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