Interventi al cuore: disparità nell’accesso alle cure innovative, differenze tra regioni

Il report della Gise ha evidenziato differenze tra le regioni italiane nell’accesso ad alcune cure per quanto riguarda gli interventi al cuore. 

La medicina moderna sta facendo passi da gigante nel trattamento delle patologie cardiache, con un incremento significativo degli interventi mininvasivi al cuore. Tuttavia, nonostante questi progressi, permangono notevoli disparità regionali che lasciano migliaia di pazienti senza l’accesso a queste cure avanzate.

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Interventi al cuore, i dati dell’ultimo report – newsbyit

Il Report 2023 presentato dalla Società italiana di cardiologia interventistica (Gise) durante il congresso Think Heart 2024 a Roma offre una panoramica dettagliata sullo stato dell’arte della cardiologia interventistica in Italia. Se da un lato si registra un aumento del 20% nelle procedure strutturali, dall’altro si evidenziano criticità legate alla distribuzione non omogenea delle risorse e delle competenze sul territorio nazionale.

La rete capillare per il trattamento dell’infarto miocardico acuto

La cardiologia interventistica gioca un ruolo cruciale nel trattamento dell’infarto miocardico acuto in Italia. Grazie a una rete capillare ben distribuita sul territorio nazionale, sono state garantite più di 36 mila procedure di angioplastica primaria. Questo dato sottolinea come l’Italia abbia raggiunto gli standard internazionali per quanto riguarda la risposta immediata all’infarto acuto.

trattamento infarto miocardico in italia
La rete per il trattamento dell’infarto miocardico – newsby.it

Nonostante i progressi complessivi, il report evidenzia significative disparità nell’accesso alle cure più innovative. Ad esempio, le procedure Tavi (Transcatheter Aortic Valve Implantation) sono aumentate del 13%, ma solo la metà dei pazienti candidabili viene effettivamente sottoposta a tale intervento. Queste differenze regionali limitano fortemente l’equità nell’accesso alle terapie avanzate per le malattie cardiovascolari.

L’introduzione di nuove tecnologie rappresenta una sfida costante per la cardiologia interventistica. Marco Marchetti sottolinea l’importanza di un accesso rapido ai dispositivi innovativi attraverso processi rigorosi e scientificamente validati di valutazione HTA (Health Technology Assessment). Dal gennaio 2026 inizieranno le attività di valutazione HTA a livello europeo, con l’Italia impegnata attivamente in questo processo.

Sebbene i dati presentati dal Report Gise mostrino importanti progressi nella cura delle patologie cardiovascolari attraverso tecniche mininvasive, rimangono ancora molte sfide da affrontare. La necessità di ridurre le disparità regionali e garantire un accesso equitativo alle cure più avanzate è fondamentale per migliorare ulteriormente la salute cardiovascolare degli italiani.

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