Sgarbi ha già la ricetta: “Draghi al Quirinale, poi governo gialloverde”

Tutto fermo per il nuovo Presidente della Repubblica, ma Sgarbi ha disegnato come dovrebbe andare: "Facendo così ci verrebbero dietro, e il PD resta fuori"

newsby Redazione24 Gennaio 2022


Se la prima giornata di voti per il nuovo Presidente della Repubblica è andata sostanzialmente a vuoto, c’è qualcuno che ha già le idee molto chiare su come la corsa al Quirinale finirà. Si tratta di Vittorio Sgarbi, che addirittura prevede gli effetti che ciò avrebbe per il Governo e spiega che la soluzione poteva essere trovata prima di Capodanno.

Sgarbi senza dubbi: “Draghi era da indicare il 23 dicembre”


Si doveva chiudere il 23 dicembre con il nome di Draghi, espresso dal centrodestra, facendo capire a Berlusconi che sarebbe stata una vittoria trionfale. E anche senza dirlo a Letta, così da costringere il PD a seguirti. Ora con il dialogo, o cerchi un nome di destra su cui troveresti sbarramenti, o aspetti la sinistra. Uscirà Draghi, con i due terzi alla quarta o quinta votazione“, ha dichiarato il deputato Vittorio Sgarbi fuori Montecitorio.

Con Draghi al Colle, ci sarebbero conseguenze a strascico sull’esecutivo. E anche su questo fronte Sgarbi sostiene di aver previsto ogni cosa: “Governo? Una volta che indichi Draghi, sistemi tutto. Crei un governo stile primo Conte e potresti farlo anche senza il PD. Con i voti di Renzi, potresti lasciare fuori addirittura il PD. Chi era Conte? Nessuno, sembrava una figurina tra il potente Salvini e il furbo Di Maio. Faceva il coordinatore del governo. Se metti Salvini e Di Maio, Franceschini alla Cultura e metti come premier un coordinatore neutrale, esce un governo perfetto e solido. In questo modo gli altri ci dovranno seguire“, ha continuato.

“Berlusconi sta bene, Riccardi? Ha più possibilità Ornella Vanoni”


Sulla rinuncia di Silvio Berlusconi, poi, Sgarbi ha affermato che tutto è a posto. Si è anche soffermato sui perché del tanto discusso no: “Berlusconi l’ho sentito anche ieri, sta bene. Pensavo fosse prostrato anche psicologicamente, invece anche da quel punto di vista sta bene. Per la prima volta mi ha convinto la Ronzulli. Perché dice che aveva i voti, ma si ritira. Questo non sarebbe da lui. Ma sono voti corsari, di disperati. Voti non qualificanti. Ha rinunciato perché non aveva il placet di tutti i leader e quindi era considerato divisivo. So per certo che non ha mai parlato né con Letta, né con Renzi o Conte“.

Infine Sgarbi ha detto la sua sul nome di Andrea Riccardi, a suo giudizio non spendibile per il Quirinale. “Non ha possibilità, è come se mi dicessero Ornella Vanoni. Avrebbe più possibilità lei. Chi è Riccardi? Il fatto che il PD dica che è un candidato di bandiera è il massimo. Dovrebbero invece dire Draghi ogni secondo. Così creerebbero imbarazzo nel centrodestra, rischiando però che alla fine non lo votino“, ha affermato.


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