Quirinale, flop Casellati e quinta fumata nera: i numeri del Parlamento

La candidatura cercata da Salvini e Meloni va a vuoto e il centrodestra si sfalda nella corsa al Quirinale: i numeri della quinta chiama e il no a Casellati

newsby Redazione28 Gennaio 2022



Quinta fumata nera del Parlamento. Maria Elisabetta Alberti Casellati non raggiunge il quorum delle 505 preferenze per salire al Quirinale, e si blocca a 382 voti. Secondo per numero di preferenze l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con 46 preferenze, seguito dal magistrato Nino Di Matteo con 38. Astenuti 406.

Quirinale: i numeri della quinta chiama a Montecitorio

Altri voti anche per Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia (7) e Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d’Italia. Silvio Berlusconi ha raccolto 8 preferenze per il Quirinale, una in più di Marta Cartabia. Tre sono andate a Draghi e due a Belloni. Occhio a Pier Ferdinando Casini, che con il centrosinistra astenuto ne ha incassate 6.


La quinta chiama, oggi a Montecitorio, ha infatti vissuto la proposta del centrodestra di candidare per il Quirinale la presidente del Senato Elisabetta Casellati. Ma il centrosinistra si è astenuto e Italia Viva non si è presentata in aula. In tutto i votanti sono stati 530, i presenti 936. Oggi alle 17 inizierà la sesta votazione per eleggere il tredicesimo Presidente della Repubblica. Ma il vero sconfitto è Matteo Salvini, il cui tentativo di mediazione è andato gambe all’aria.

No a Casellati: le reazioni di Salvini e Meloni


Sulla vicenda era stato molto severo Matteo Salvini, in una conferenza a Montecitorio ancora prima che Casellati mancasse l’elezione al Quirinale. “Sono deluso dall’atteggiamento della sinistra. Sembra che oggi sia il giorno della disertazione piuttosto che il giorno decisivo per eleggere il prossimo capo dello Stato“, aveva dichiarato. I 382 voti alla candidata del giorno, però, certificano una spaccatura anche e soprattutto nei ranghi del centrodestra.

Se Salvini esce pesantemente sconfitto dalla giornata, non lo stesso si può dire per Giorgia Meloni. “Io sono soddisfatta, perché alla fine si è riusciti a fare quello che FdI chiede dall’inizio. Ossia voto compatto su un candidato di centrodestra per sbloccare lo stallo e verificare i numeri. Noi crediamo che il centrodestra debba misurarsi, vedremo quali sono i numeri in aula e sulla base di quello che accadrà poi faremo le valutazioni. Stiamo cercando in tutti i modi di sbloccare la situazione, mentre dal centrosinistra non ci hanno risposto“, aveva dichiarato la leader di Fratelli d’Italia prima che la quinta chiama per il Quirinale andasse a vuoto.


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