Nuovo decreto, Super Green Pass: cosa prevede e quando entra in vigore

Si riunisce oggi a Palazzo Chigi la cabina di regia per sciogliere gli ultimi nodi del decreto in arrivo. Tra i principali temi in discussione sul tavolo di governo ci saranno sicuramente il Green Pass e la sua durata. Ma il vero grande nodo intorno a cui verterà la cabina di regia sarà il cosiddetto Super Green Pass, una certificazione da rilasciare soltanto ai vaccinati, con lo scopo di salvare turismo, ristorazione e altri settori in vista del Natale. In merito alla possibilità di introdurre nuove restrizioni per i no-vax, la cabina di regia dovrà prendere oggi una decisione definitiva, in considerazione anche dei possibili cambi di colore delle prossime settimane. Altro nodo da sciogliere è la data di inizio delle nuove restrizioni. Le nuove misure potrebbero entrare in vigore mercoledì 1 dicembre 2021, ma altri non escludono come data di inizio già lunedì 29 novembre 2021.

Super Green Pass

La super certificazione verde consentirebbe ai vaccinati e ai guariti di andare nei ristoranti, al cinema, a teatro, nei musei, negli stadi e a sciare, anche in caso di zona gialla. Chi si tampona potrà invece continuare a usufruire del Green Pass tradizionale e accedere soltanto ai servizi essenziali. Questa la proposta dei governatori regionali che chiedono a Palazzo Chigi un inasprimento delle misure nei confronti dei no-vax per arginare il contagio e salvare il Natale.

Durata Green Pass

Attualmente, la certificazione verde ha una validità di 12 mesi, ma non si esclude una riduzione a 6 o 9 mesi, in base all’andamento dei contagi nei prossimi mesi. “L’evidenza scientifica ha stabilito che con il passare del tempo c’è una riduzione del livello immunitario. È ragionevole quindi pensare ad una riduzione della durata del Green pass“, ha annunciato il sottosegretario alla Salute Costa. Dello stesso parere è Andrea Crisanti, professore di microbiologia all’Università di Padova. “Portare la validità del Green pass a nove mesi? Ha senso, io la porterei a sei, lo dico sinceramente. Il problema – aggiunge il professore – è che poi lasciamo praticamente tutti gli italiani senza Green Pass“.

Obbligo vaccinale

Mentre l’Austria rompe il tabù, diventando il primo paese in Europa a introdurre il vaccino obbligatorio, in Italia si discute sulla sua legittimità o meno. A favore dell’obbligo vaccinale si è schierato il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, che ha definito questa strada “una necessità” e non più “un’opzione”. “Quanti morti devono esserci ancora perché qualcuno si convinca che al vaccino non c’è alternativa?” è la domanda che si pone il presidente della Sicilia. Non lo esclude nemmeno il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, che ha ipotizzato la strada dell’obbligo solo per alcune categorie. Contro l’obbligo vaccinale, si sono schierati, invece, Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Stefano Bonaccini, governatori di Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

Lockdown non vaccinati

In discussione anche le misure più severe per i no-vax. Tra queste, anche la proposta di un lockdown soltanto per i non vaccinati. Ma il modello austriaco non sembra attualmente una strada percorribile, come ribadito da Luigi Di Maio. “Non è oggetto di decisione“, ha sottolineato il titolare della Farnesina. Dello stesso parere è il presidente emerito della Consulta, Cesare Mirabelli. “Mi pare un rimedio difficilmente praticabile e, dal punto di vista normativo, molto rischioso. Se la situazione è così pericolosa, è meglio l’imposizione di un obbligo vaccinale che una sorta di lazzaretto domestico“, ha spiegato il giurista.

 

 

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