Migranti, Meloni: “Abbiamo la coscienza a posto”

La premier: "Mi colpisce che per fini politici si finisca per mettere in discussione onore e operato di chi rischia la propria vita"

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Newsby Redazione 16 Marzo 2023

Nel corso del question time alla Camera dei Deputati, la premier Giorgia Meloni è tornata a parlare del tragico naufragio avvenuto al largo di Cutro. “Le navi mercantili hanno salvato 100mila persone nell’ultimo decennio. Come affermato dal capitano della Guardia Costiera Gianluca D’Agostino, tutte le norme sono state applicate e quelle che ci sono oggi c’erano anche ieri. Mi colpisce che per fini politici si finisca per mettere in discussione onore e operato di chi rischia la propria vita per salvarne altre. E si calunnia l’Italia che affronta il problema da sola. Finché ci saranno partenze su barche in pessime condizioni e pessime condizioni meteo ci saranno morti. Dobbiamo investire sulle rotte legali. La nostra coscienza è a posto e spero che chi attacca il governo senza dire una parola sulla mafia degli scafisti possa affermare lo stesso“.

Migranti, terminato incontro tra Meloni e familiari delle vittime

Meloni ha anche incontrato i familiari delle vittime della tragedia di Cutro. Presenti anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Al termine del meeting la delegazione, composta da circa trenta persone, ha lasciato palazzo Chigi ed è salita a bordo del pullman della Polizia.

Cattaneo: “Non vogliamo tornare al 2012, ma abbiamo un approccio umanitario”

Anche Alessandro Cattaneo, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha parlato della gestione dei flussi migratori da parte del governo Meloni. “I corridoi umanitari ci sono e vanno migliorati per chi scappa dalle guerre e sono una parte del fenomeno migratorio. Chi fugge dalla Siria o da altre zone in cui divampano i conflitti deve essere aiutato. La politica del rigore e della serietà fa rima con approccio umanitario, le due cose vanno di paro passo. Nessuno ha nostalgia del periodo del 2012 quando arrivavano 200 mila migranti all’anno che venivano buttati sulle spalle di sindaci e prefetti e li vedevamo fermi a far nulla. Non è un modello che vogliamo rivedere“, ha spiegato nel corso di un punto stampa a Piazza Montecitorio.

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