Migranti, Lamorgese: “Penalità per chi non redistribuisce”

La ministra dell'Interno attacca il Gruppo di Visegrad e annuncia: "Scoglieremo tutti i nodi durante il semestre di presidenza francese"

newsby Giulia Torbidoni9 Dicembre 2021



Chiuse le riunioni orierne del Consiglio Affari Interni dell’Unione Europea, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha riepilogato i temi principali nel corso di un punto stampa a margine degli appuntamenti di Bruxelles. Tra questi, si segnala una forte presa di posizione sulla questione legata alla redistribuzione sul territorio Ue dei migranti e dei richiedenti asilo politico.

Lamorgese: “Premiare Paesi solidali, penalizzare chi non partecipa”

“I nodi da sciogliere (sul Patto sulla migrazione e l’asilo, ndr) li scioglieremo con il semestre di presidenza francese – ha detto Lamorgese ai cronisti -. Speriamo che il principio di solidarietà venga abbinato sempre al principio di responsabilità”.

“Noi abbiamo due principii – ha poi spiegato -. Quello della redistribuzione dei migranti in maniera volontaria, perché ci saranno sempre dei Paesi come quelli del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, ndr) che non parteciperanno e dovremo pensare alle eventuali penalizzazioni, e quello dell’avvio di un piano di relocation con quei Paesi che certamente più solidali. Speriamo si vada avanti con questo, purché vengano stabilite delle quote precise dall’inizio”.

“Noi siamo su questa linea – ha specificato, davanti ai giornalisti intervenuti a Bruxelles, la titolare del Viminale -. Così come siamo sulla linea dei partenariati con i Paesi terzi. Perché è importantissimo che arrivino delle risorse a Paesi che sono in difficoltà. In questo modo, infatti, può anche riprendere l’economia“.

Sulle proteste no vax: “Gestita situazione difficile”


La ministra dell’Interno ha poi risposto a una domanda specifica riguardante l’Italia, sulla gestione delle proteste dei no vax, smentendo difficoltà da parte del Ministero a livello di controlli. “Il Viminale non ha avuto enormi problemi – ha detto –, anzi ha cercato di gestire una situazione difficile cercando di creare il giusto equilibrio tra diritti, dando la priorità al diritto alla salute. Ed è su questa linea su cui ci muoviamo anche oggi”.


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