Mattarella, laurea ad honorem: “Valore scienza è lezione pandemia”

Mattarella, nel corso della cerimonia organizzata dall'ateneo in "Relazioni internazionali ed europee", auspica un rilancio dell'Università ed elogia l'Unione europea

newsby Redazione4 Ottobre 2021



Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto la laurea magistrale ad honorem in Relazioni internazionali ed europee da parte dell’Università di Parma. In platea anche i ministri dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, dell’Università e Ricerca, Maria Cristina Messa, e del Lavoro, Andrea Orlando. La cerimonia ha avuto luogo nella Chiesa di San Francesco del Prato. E qui il capo dello Stato, nel suo discorso, ha voluto ribadire l’importanza di scuola, scienza, università e ricerca.

Mattarella e il rilancio delle università italiane

È bene fare tesoro degli insegnamenti tratti in questi due anni difficili. Siamo stati costretti ad affrontare lutti, sofferenze, pesanti limitazioni – ha ricordato Mattarella –. La dura crisi che ne è scaturita condiziona ancora l’economia e gli equilibri sociali. Ma abbiamo compreso quale valore abbiano la conoscenza scientifica, la professionalità degli operatori, la coesione sociale. La risposta comune che viene dal senso civico e dalla coscienza di un destino condiviso. Abbiamo compreso ciò oltre ogni ragionevole dubbio“.

Mattarella ha quindi auspicato un importante rilancio dei nostri atenei. “L’Italia – ha sottolineato – presenta un grande paradosso. Siamo la nazione che ha dato origine, forza e continuità all’idea di università ma il nostro Paese si trova in coda, purtroppo, per numero di laureati, per investimenti. Sta a noi utilizzare anche le disponibilità del Piano di ripartenza per dare maggior forza alle università e renderle ancor più una risorsa essenziale per lo sviluppo del Paese“.

La pandemia e la lezione imparata dall’Ue

L’Unione europea – ha quindi aggiunto Mattarella – ha compiuto una svolta in questi mesi, sin dalle prime fasi della pandemia e poi culminata con il Next Generation EU. Ha mutato i paradigmi che avevano condizionato le politiche continentali nelle precedenti crisi degli anni Duemila, penalizzando fortemente i Paesi più deboli. Questa è stata una vera e propria lezione per la Ue“.

Mattarella ha quindi elogiato l’Unione europea, “che ha sollecitato una visione lungimirante. Far diventare questo Piano la spina dorsale di una più solida e più equa integrazione. Si tratta di un salto di qualità, capace di rafforzare i legami già esistenti tra i popoli e gli Stati dell’Unione“.


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