Governo, consultazioni: è l’ora della verità. Le reazioni da Montecitorio

Si cerca ancora la chiave per dare il 'la' all'esecutivo presieduto da Mario Draghi: la strada, però, sembra ancora molto lunga

newsby Redazione9 Febbraio 2021



Nuova febbrile giornata di consultazioni in Parlamento: si lavora alacremente per trovare la scintilla che accenda il motore del Governo Draghi, anche se la strada per trovare una maggioranza stabile e coesa pare ancora lunga. Da Montecitorio le voci non regalano troppi indizi. Quasi tutti sono disposti ad ascoltare, ma pochi mostrano di non avere alcun dubbio. La strada verso il nuovo esecutivo, dunque, resta ancora lunga.

Governo: il Pd e il possibile appoggio della Lega


“Abbiamo sempre detto che il perimetro è proporzionale – ha dichiarato, entrando alla Camera dei Deputati per le consultazioni, Andrea Orlando, videsegretario del Partito Democratico ed ex ministro della Giustizia -. Una maggioranza coesa è un maggioranza con una prospettiva più lunga”.

Per quel che riguarda accordi e alleanze, è diventato meno improbabile di quanto lo fosse pochi giorni fa un’intesa con la Lega. A tal proposito, Graziano Delrio ha dribblato la domanda in merito: “Ascolteremo Draghi, poi vedremo il programma. Con la Lega? Noi abbiamo detto quello che vogliamo”.

Il Movimento 5 stelle resta in ascolto


Per quel che riguarda il Movimento 5 stelle, i dubbi restano e non sono pochi: “La nostra è una posizione di ascolto – ha dichiarato il deputato Davide Crippa -. Poi riferiremo agli iscritti e conseguentemente porremo i quesiti sulla base di quanto ci verrà detto oggi. Ribadiremo le nostre richieste con obiettivi comuni. Eviteremo toni e temi divisivi. L’altra volta abbiamo fatto delle considerazioni, oggi ci aspettiamo di ricevere informazioni programmatiche”.


Il collega di partito Carlo Sibilia ha poi aggiunto: “Noi siamo richiamati a delle responsabilità dal Presidente della Repubblica. C’è un perimetro: l’europeismo. Se Salvini ha questo ravvedimento sta a lui. Sarà Draghi a prendere le decisioni. Anche noi stiamo sciogliendo questo nodo. Spaccatura nel Movimento? Io penso che si sia scelto questo percorso, non c’è nulla di nuovo. Non capisco questi polveroni”.

Dopo le consultazioni, LeU si appella proprio a Pd e M5s


Dopo le consultazioni con Draghi, la senatrice Loredana De Petris e il deputato Federico Fornaro, entrambi rappresentanti di Liberi e Uguali, si sono appellati in conferenza stampa proprio a Pd e M5s. “Riteniamo opportuno che ci sia, dopo la presentazione accurata del programma, un processo di confronto e condivisione con Pd e M5S, perché pensiamo che anche per il futuro questa sia un’alleanza strategica per il Paese – ha dichiarato De Petris -. C’è il rispetto delle posizioni di tutti, come ci deve essere rispetto per la nostra. Ma è importante mantenere alto il confronto sui temi e le scelte finali, sapendo che ogni forza ha la sua autonomia”.

“Auspichiamo un atteggiamento univoco – ha poi aggiunto Fornaro -. Il nostro è un auspicio, in questi giorni molto complicati abbiamo chiesto fra i primi un confronto con quella che riteniamo un’alleanza strategica, è fondamentale”.

Italia Viva, “apertura” a Matteo Salvini


L’impressione, poi, è che la presunta ‘svolta europeista’ di Matteo Salvini possa convincere Italia Viva: “La Lega? Se si condivide il progetto Draghi si condivide progetto europeista. Se Salvini ci sta siamo felicissimi” ha detto a chiare lettere Davide Faraone, capogruppo al Senato del partito fondato da Matteo Renzi.

Sul nuovo governo, il senatore di Iv ha aggiunto: “Il Mes non è mai stato la condizione, abbiamo posto il tema per una questione di razionalità. Dobbiamo far partire il governo Draghi, non abbiamo posto nessuna condizione. Siamo in una condizione di idillio. La prescrizione è un tema che affronteremo in Parlamento, intanto facciamo partire il governo. Draghi ci ha parlato di un governo europeista e atlantista, meglio di così… La prima conversione sull’europeismo l’hanno avuta Conte e il M5s. L’Europa dovrebbe essere un orizzonte per tutte le forze politiche”.

Merlo (Maie): “Nuovo governo: noi ci siamo”


Il ruolo dei partiti più piccoli, soprattutto in Senato, sarà determinante per la fiducia al nuovo governo. Ne è ben consapevole Ricardo Merlo, senatore del Maie: “Noi ci siamo – ha detto al termine dell’incontro del gruppo Europeisti-Maie-Centro Demicratico con Draghi -. Abbiamo sentito con attenzione quanto ci ha detto il Presidente incaricato”.

“Come abbiamo fatto la prima volta, rispondiamo all’appello del Presidente della Repubblica. È importante che il Parlamento sia per la maggior parte europeista ha poi aggiunto il rappresentante in Parlamento del Movimento Associativo Italiani all’Estero.

De Falco (Europeisti) ha ancora dubbi sulla ‘svolta’ di Salvini


Fra i centristi, permangono comunque i dubbi sulla posizione della Lega. Gregorio De Falco, senatore del neonato gruppo degli Europeisti, ha detto la sua in merito: “Governare con Salvini? Io non ho lasciato il Movimento perché c’era Salvini ma perché c’era la traduzione in pratica delle idee aberranti di Salvini, che non sono idee condivise da tutta la Lega”.

“Oggi c’è una rivisitazione delle idee – ha proseguito l’ex capo della sezione operativa della Capitaneria di Porto di Livorno -. Ma dobbiamo fare attenzione: trattare le persone in mare come migranti e non come naufraghi è qualcosa di illegale”.


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